L'attuale dissesto economico e sociale è un fallimento della politica nazionale. Inutile nascondersi dietro il dito della crisi globale o addossare le colpe ai sistemi bancari, mai come oggi necessitiamo di RESPONSABILITA' E COESIONE, perchè UN'ALTRA ITALIA E' POSSIBILE!

Un’Altra Italia E’ Possibile!

Stanotte è finita un’era!

Dopo 17 anni dalla nascita del fenomeno berlusconiano ecco che inesorabile è giunta la sua fine. Migliaia di persone si sono raccolte ieri sera al Quirinale per dare al dimissionario presidente del consiglio il suo meritato arrivederci.

Finisce un Governo, finisce un politico proprio come finì il suo sstorico predecessore, quel Bettino contro cui la stessa folla radunandovisi attorno lanciava monetine.

Anche a questo ieri abbiamo assistito, al lancio delle monetine da 10 e 20 cent con, a far da sottofondo, i canti di liberazione, di alleluja e insulti di ogni tipo da quelle più semplici contenenti il solo epiteto di buffone a quelle più articolate che la mente umana avrebbe potuto inventare.

Il Berlusconismo è davvero finito? Probabilmente no, come il Craxismo non terminò con craxi e andò a riversarsi nel berlusconismo, così il rischio è quello di avere un nuovo pseudo-ducetto apparire sulla scena politica. Non è finito perchè la crisi non è di Governo ma di Sistema. Ribadisco il pseudo-termine ducetto e ringrazio i padri costituenti, perchè se gli errori storici del passato non avessero portato lo Stato a prepararsi un assetto Costituzionale rigido, il Berlusconismo si sarebbe con grandi tassi di probabilità evoluto in un regime di stampo liberal-fascista.

Ora è il momento della responsabilità che non va espressa solamente nella appoggio (interno o esterno) ad un governo tecnico a guida Monti, esso va esplicato ad opera delle sinistre che più che mai debbono mostrarsi compatte per non lasciarsi sfuggire anche questa occasione di cambiare il Paese.

La Seconda Repubblica è morta? Per me non è mai nata, quello che è nato dopo la Prima Repubblica è l’ennesimo errore storico-politico italiano e da lì dovremo ricominciare dalla fine della Prima Repubblica, costruire quel Paese che sarebbe stato possibile se Silvio non fosse sceso in campo. Necessitiamo di riforme strutturali, anche se impopolari, piaccia o non piaccia, tale necessità è tangibile!

Prime tra tutte un riassetto economico che risolva velocemente il problema del debito pubblico,  che riordini il sistema tributario e guardi soprattutto all’equità nella contribuzione, che chieda sacrifici a chi è in grado di poterli reggere; altra riforma che bisogna necessariamente effettuare è quella della legge elettorale, perchè non sia più possibile che partiti del 35% ottengano la maggioranza assoluta dei seggi, perchè anche i partiti minoritari possano avere una loro rappresentanza parlamentare in quanto, seppur si tratti del 2-3%, stiamo parlando di più di un milione di persone non rappresentate (metà Toscana o, se preferite, l’intera popolazione abruzzese, oppure più di quella umbra, o anche il doppio della popolazione della regione di mia provenienza, la Basilicata per non parlare del fatto che più di un milione equivale al quadruplo della popolazione molisana); serve una legge sul conflitto di interessi, mai come oggi torna di attualità l’argomento! Se fosse stata approvata quando si poteva farla tutto ciò non sarebbe mai sucecsso.

Il PdL si trova improvvisamente senza il carismatico leader che per un ventennio è stato il padre-padrone del centro-destra italiano, è probabile che si verifichino strappi interni, correnti, defezioni che già oggi sono palpabili: chi desidera le elezioni anticipate subito, chi desidera un Governo Alfano, chi sostiene un Governo Monti e chi lo sostiene con riserve. È, per questo, molto importante che le sinistre siano compatte e coese, che parlino ad un’unica voce chiara libera e certa. Non è il momento di scissioni interne nè tantomeno è il momento di correre da soli, non abbiamo tempo per i Veltroni nè per i Renzi del momento, c’è bisogno di chiarezza e unità. Chiunque si sottrarrà a tali impegni sarà giudicato dalla storia.

UN’ALTRA ITALIA È POSSIBILE, lo vedi entrando sorridente in edicola quando il giornalaio ti risponde con un sorriso altrettanto grande porgendoti la copia del tuo giornale preferito, te ne accorgi quando la gente cammina per la città con un’aria più serena e anche il clima oggi sembra più mite, una domenica liberatrice, una festa di Liberazione!
Costruire (RIcostruire) una nuova Italia non sarà facile, bisognerà ripartire da ciò che non è stato possibile fare in questi anni, ma è dovere storico e morale lavorarci con RESPONSABILITA’ E COESIONE.

RESPONSABILITA’ E COESIONE
Sono queste le parole d’ordine di questo momento di transizione, in modo da presentarci forti alle imminenti elezioni mostrandoci capaci di prendere le nostre responsabilità perchè l’attuale dissesto economico e sociale è un fallimento della politica nazionale. Inutile nascondersi dietro il dito della crisi globale dei mercati finanziari, inutile addossare le colpe ai sistemi bancari, ed è proprio per questo che non entro nella discussione Pro/Contro Monti, poichè la ncessità di un governo di tecnici è sotto gli occhi di tutti, che sia lui o un altro mi è ininfluente poichè questa crisi nasce dalla politica che si è dimostrata incapace di gestire il tutto da sola: se, infatti, tutte quelle precedentemente elencate sono state cause del dissesto, la causa maggiore e principale è comunque stata la politica, colpevole di aver permesso il sistema liberale e finanziario di portare lo Stato nel baratro, un po’ per sottovalutazione, un po’ per inciuci, un po’ per aver davvero creduto che fosse l’unica e la giusta via percorribile!

Un’altra politica è possibile, una politica che si disancori dal Berlusconismo, che torni a parlare alla gente, come alcuni partiti o alcuni politici hanno continuato (o ricominciato) a fare!

UN’ALTRA ITALIA E’ POSSIBILE e dobbiamo lavorarci da oggi!

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Qualcosa di Sinistra

10 commenti

  1. non è bello dire che vogliamo un altra Italia, questo è il nostro Paese e lo amiamo per come è, vogliamo solo migliorare, tutti siamo responsabili dell’attuale Italia, ognuno nel suo piccolo non ha fatto prima e può fare da oggi

  2. Scattarelli Nicola attraverso Facebook

    Non dimentichiamo la casta x favore!!!!

  3. Angela Cacciola attraverso Facebook

    eh..no!!!..non sono stata io a devastare il paese..e neanche i milioni di lavoratori e persone per bene che hanno resistito alla tentazione di mandare tutto all’aria..continuando a lavorare onestamente e a credere che questo fosse giusto..senza sentirsi fesso..come hanno cercato di farci credere..

  4. Franco Parisi attraverso Facebook

    alcune cose che si dovrebbero fare subito…… 1)si vara una nuova legge contro l’evasione fiscale che ricalca quella u.s.a. 2) abbattimento delle spese inutili,intendo spese miliari e spese per i politici al livello della media europea. 3) blocco delle vendite allo scoperto. 4)nazionalizzazione della banka d’italia.

  5. un italia nuova e possibile xche gli italiani hanno capito cio che e stato rischiato e ora saranno piu attenti e i giovani sono il futuro sosteniiamol ei aiutiamoli ce la faremo

  6. una nuova italia è possibile solo se capiamo che i limiti sono proprio nella costituzione che non ha saputo prevenire la ‘questione morale’ e se capiamo che la crisi economica mondiale ha una sola ragione: il petrolio che è passato da 30$ a 100$ al barile.

  7. Infatti un’altra Italia come mentalità rispetto a quella vista fino a ieri !

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