Il Financial Times sull’Italia: “Sospendere la democrazia”

Oltre che dall’establishment internazionale, l’elogio a Mario Monti arriva anche dal Financial Times. Il quotidiano finanziario britannico riporta, nel suo elogio, anche le opinioni di alcuni imprenditori riguardo le misure che l’Italia dovrebbe attuare per tornare ad essere credibile agli occhi dell’Europa e dei mercati internazionali.

L’analisi che i sopracitati imprenditori tracciano è di quelle allarmanti:
«La classe dirigente ammette che l’Italia ha bisogno di qualcuno al di sopra della mischia politica che non tema l’impopolarità per far passare le misure di austerità richieste dall’Europa.
Anche i dirigenti delle imprese sono convinti che mr. Monti sarà in grado di prendere ulteriori misure drastiche, come un’imposta patrimoniale che potrebbe fruttare fino a € 100 miliardi, perché non dovrà poi affrontare le ire degli elettori.
“Quello che ci serve, in effetti, è una sospensione della democrazia per 18 a 24 mesi, in modo che possano essere prese decisioni così difficili”, ha detto uno di loro»

Queste le parole agghiaccianti apparse sul Financial Times che dovrebbero far rabbrividire chiunque abbia a cuore la democrazia e il diritto delle popolazioni a partecipare alla vita politica del proprio paese. Un governo tecnico è l’esatto contrario del concetto di democrazia. E’ un governo non frutto di elezioni democratiche, che deve attuare politiche e misure impopolari che il precedente governo non è riuscito o non ha voluto o non ha potuto attuare.

Misure impopolari che sappiamo benissimo essere quelle che la BCE ed il FMI hanno imposto alla Grecia, facendola precipitare nel baratro infernale in cui oggi si trova. Quindi, a fronte di ciò, un governo a guida Monti, che sappiamo essere International Advisor di Goldman Sachs, seguirebbe la stessa strada che ha portato alla distruzione sociale ed economica dello stato ellenico con, ovviamente, le stesse conseguenze. Si sta cercando di risolvere una crisi economica con gli stessi metodi e le stesse politiche che l’hanno causata. Ovvero le politiche di deregulation, di privatizzazioni selvagge, di tagli allo Stato Sociale, ai diritti dei lavoratori frutto di anni di lotte e di sangue versato.

Una “sospensione della democrazia” non è accettabile in nessuna parte del mondo! Noi siamo il paese in cui uomini, donne e bambini sono stati ammazzati per darci uno Stato democratico e una Carta Costituzionale la quale, al secondo comma dell’art.1, recita che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Una “sospensione della democrazia” non è tollerabile, soprattutto, per far continuare a gioire e a speculare sulle spalle dei popoli massacrati da un dogma economico criminale, chi questa crisi ha contribuito a crearla come il sen. Monti. I diritti universali dell’uomo sono inviolabili e non posso accettare che vengano calpestati dalle logiche del mercato. I diritti non sono in vendita!

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

12 commenti

  1. ma perche i cretini devono poter scrivere sul web intanto ciapala e vai a casa e usa la testa se celai

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