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Il Potere senza volto, Pasolini 36 anni dopo

Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogan mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione) non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre.”
(dal Corriere della sera, 9 dicembre 1973)

Basterebbe questo breve passo dei c.d. “Scritti Corsari” per capire come l’omicidio di Pier Paolo Pasolini sia stata una tragedia non solo per la Sinistra, ma per l’Italia intera. Non penso però che il ricordo di persone come lui o Calvino sia da esaurire in una ricorrenza. Così come dovremmo smetterla di prendere a citare questi grandi del pensiero solo quando fanno tendenza in televisione (come Gramsci subito dopo essere apparso a Sanremo). Dicono che Pasolini sia stato ucciso perché nei capitoli che probabilmente mai verranno alla luce di Petrolio aveva messo nero su bianco una verità inconfessabile, che avrebbe scardinato il sistema fondato sul privilegio e la ingiustizia che si reggeva sulla Democrazia Cristiana. Forse. Eppure abbiamo visto come le classi dirigenti corrotte, soprattutto quelle della Prima Repubblica, sono state rimosse solamente dopo la Caduta del Muro, perché oramai gli USA avevano detto che in Italia poteva governare chiunque e perché i comunisti non facevano più tanta paura (a quanto pare si erano perfettamente integrati nel dopo-Berlinguer).

Io penso che Pasolini sia stato ucciso perché quello che diceva ai tempi, magari anche deriso dal Ferrara di turno (sì, è successo anche questo in Italia), era esattamente quello che i grandi burattinai d’Italia volevano che accadesse. E forse nemmeno al popolo gli piaceva sentirsi dire cose così drammaticamente scomode e vere, perché alla fine il 60% di quel popolo italiano era anti-comunista e quindi reggeva il sistema allora imperante che Pasolini attaccava con le sue parole e, soprattutto, con le immagini dei suoi film.

In un articolo del 1974, Pasolini parla del “Potere senza volto“. “Scrivo “Potere” con la P maiuscola – cosa che Maurizio Ferrara accusa di irrazionalismo, su «l’Unità» (12-6-1974) – solo perché sinceramente non so in cosa consista questo nuovo Potere e chi lo rappresenti. So semplicemente che c’è. Non lo riconosco più né nel Vaticano, né nei Potenti democristiani, né nelle Forze Armate. Non lo riconosco più neanche nella grande industria, perché essa non è più costituita da un certo numero limitato di grandi industriali. […] il vecchio fascismo, sia pure attraverso la degenerazione retorica, distingueva: mentre il nuovo fascismo – che è tutt’altra cosa – non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e I’omologazione brutalmente totalitaria del mondo.

Detto a quei tempi, qualcuno si sarà fatto qualche risata. Quasi quarant’anni dopo, con una Grecia che dopo due millenni torna a diventare il centro del mondo suo malgrado e un asse franco-tedesco che vuole condannarla alla debitocrazia per tutto il millennio prossimo, possiamo dire che la riorganizzazione è riuscita. Anche la Sinistra ha rinunciato alla sua Diversità, oggi si accontenta di essere una sinistra “normale”, omologata, giusto con qualche spruzzatina di giustizia sociale in più rispetto alla destra reazionaria al soldo della finanza mondiale. Ma perfettamente coccolata nell’alveo del neo-liberismo, diventato un dogma irrinunciabile… abbiamo smesso di pensare ad un mondo diverso dopo la Caduta del Muro e, soprattutto, abbiamo perso la capacità di indignarci, ma soprattutto di agire.

Ora la stiamo lentamente recuperando, ma solo perché la crisi sta uccidendo la classe media che ha garantito al sistema attuale di prosperare per oltre un trentennio. Come al solito non sono i grandi ideali che muovono le masse, ma sono i portafogli vuoti (il che è estremamente legittimo): una classe dirigente di Sinistra dovrebbe dargli un ideale per cui combattere, magari una società più giusta. Ma l’attuale classe dirigente sa solo rincorrere dibattiti interni e autoreferenziali, con il presunto nuovo che avanza che altro non è che la fotocopia smaltata a nuovo del vecchio che è avanzato dopo 20 anni di berlusconismo.

Diceva Pasolini: “La morte non è nel poter più parlare, ma nel non essere più compresi.” Ecco, abbiamo perso la capacità di comprenderci a vicenda ed è come se fossimo morti. Sarà per questo che i grandi poeti come Pasolini, a distanza di decenni, sembrano terribilmente più vivi dei morti viventi che ci governano oggi.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

30 commenti

  1. Donata Conte attraverso Facebook

    il genio saggio!

  2. Giorgio Ciarrapica attraverso Facebook

    profetizzò l’avvento della seconda repubblica ed il suo declino…30 anni prima…capì solo lui la mutazione antropologica degli anni 70…e la stupidità omicida della televisione….p.p.p. live!!!

  3. delle volte mi chiedo come sia possibile avere avuto persone come pasolini, berlinguer, don Milani, gaber e de Andrè e trovarsi in questa situazione….

  4. Paolo, è perchè i grandi artisti e pensatori proliferano soprattutto quando non c’è armonia sociale.

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