La Grecia è fallita, a svelarlo un documento della Troika

Stavolta non è la solita analisi di economisti, banchieri, finanzieri o delle banche d’investimento.
A decretare l’ormai risaputo default della Grecia è proprio un documento “Strictly Confidential” della Troika, composta da Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Europea.

Il debito greco è diventato insostenibile tanto che, recita il documento, “per rendere il debito sostenibile si richiederà una combinazione ambiziosa di supporto ufficiale e di coinvolgimento del settore privato (PSI)”. La situazione della Grecia è talmente grave che anche la Troika è costretta a scrivere che “i recenti sviluppi richiedono una revisione, un riassestamento delle ipotesi attuate finora per le analisi di sostenibilità del debito”, ovvero una ristrutturazione del debito ellenico, circa 365 miliardi di euro, e il suo sostentamento almeno fino al 2021, quando Atene tornerà (forse) sui mercati. In tale anno, secondo i grafici contenuti nel documento della Troika, il rapporto debito/pil sarà intorno al 150%. Per un’operazione di sostentamento saranno necessari ben 254 miliardi, se non 440 miliardi nel caso subentrassero ulteriori necessità finanziarie.

Il documento smentisce anche quelle preoccupazioni, nascoste da un finto ottimismo, del Ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos che aveva “sensazioni positive riguardo alla Troika”. Sensazioni che, appunto, si sono rivelate tutt’altro che positive. Il rapporto deficit/pil, oggi intorno al 163%, toccherà quota 186% nel 2013 per poi tornare ad un livello pari al 130% nel 2030, cioè fra un ventennio.
Sarà indispensabile quindi una ristrutturazione del debito greco ma non con i paramentri dell’accordo del 21 Luglio, ritenuti poco efficaci. La Troika per tale ristrutturazione prevede due principali operazioni: la prima è quella dell’esecuzione di un haircut, cioè un taglio sui valori nominali dei bond detenuti in portafoglio pari al 60%, il quale porterebbe ad un abbassamento del rapporto debito/pil nel 2020 fino al 110% se non poco più sotto. Oppure un taglio netto del 50% che porterebbe il rapporto sopracitato al 120%. I costi di supporto finanziario ad Atene ammonterebbero cosi ad un valore pari a 113,5 miliardi di euro per l’arco temporale dal 2011 al 2030 eseguendo il taglio del 50%, oppure di 109,5 miliardi di euro eseguendo invece l’haircut al 60%.

A fronte di ciò c’è semplicemente da dire che la Troika ha spolpato la Grecia finchè le è convenuto, e continuerà a farlo ancora per un po. Ha attuato lo stesso programma, gli stessi metodi che vennero attuati per interi paesi in via di sviluppo e del Terzo Mondo: costringerli ad attuare i cosiddetti SAP’s (Structural Adjustment Program’s) fino a far crollare sotto il peso di un debito odioso ed illegittimo intere popolazioni. La Grecia, come vedete, alla fine è arrivata, guidata dalla Troika, al default. L’unica soluzione che noi abbiamo per evitare una situazione come la Grecia è dichiarare una ristrutturazione del nostro debito, sfruttando la nostra forza negoziale per via di un debito che va oltre i 1900 miliardi, oppure il default che dovrà comportare la nazionalizzazione delle nostre banche di modo da salvare i pensionati e le famiglie detentrici di BOT e BTP. Continuando sulla strada che ci viene imposta dall’Europa neoliberista arriveremo ad un fallimento catastrofico e non avremo più nulla per via delle privatizzazioni selvagge.

Qui il documento ufficiale della Troika, pubblicato in esclusiva da Linkiesta.it

Commenta con il tuo account Facebook

About Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

Check Also

La Cina di #Jinping, dopo il XIX congresso del PCC

Il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese si è chiuso pochi giorni fa, sancendo la …

16 comments

  1. seconda sara’ l’italia……nn penso ke berlusconi mantenga le promesse……

  2. Mario Salvia attraverso Facebook

    Sì, ma pagheranno i Credit Default Swap? i famigerati CDS? Tutto lì è il problema!!!!!

  3. Se così fosse sarebbe una tragedia per tutta l’Europa

  4. tra quanto toccherà a a noi? tanto lui e tutti i suoi seguaci schifosi sono al sicuro…e anche le sue zoccole naturalmente…se le porta tutte in villa!!! italiani mi raccomando, votatelo ancora!!!

  5. MANTIENE SOLO LE PROMESSE FATTE AI BASTARDI COME LUI FREGANDOSENE DI TUTTO IL RESTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. no ci siamo prima noi della Spagna perchè noi non diamo fiducia. Ci credo guarda chi ci rappresenta…..

Lascia un commento