L’eterno silenzio d’oro di Gheddafi

E così dal Febbraio scorso, la caccia a Gheddafi è finalmente terminata. Scovato da un raid della Nato a Sirte, il dittatore libico viene ucciso dai ribelli. Il mondo occidentale festeggia blaterando finalmente dell’arrivo di una nuova democrazia in Libia. Una democrazia che nei fatti, però, non ci sarà.
O meglio sarà la stessa democrazia che gli Stati Uniti e l’Occidente hanno portato in Iraq e in Afghanistan, per citare solo alcuni esempi recenti.

La Libia ora sarà aperta alle porte del “Washington Consensus“, per dirla con Noam Chomsky. Sarà aperta, ovvero, alle porte del neoliberismo, come ogni paese è stato costretto a fare ogni qualvolta Washington interveniva nel proprio territorio.

La Libia è ricca di petrolio, di risorse naturali e di una immensa riserva d’acqua sotterranea.
Ma come scrissi poche settimane fa, la Libia è un paese strategico per gli Stati Uniti per controllare i movimenti delle risorse energetiche verso la Cina, la quale già da anni sta portando avanti affari e stringendo rapporti con i paesi africani per l’acquisizione di risorse energetiche atte a incrementare lo sviluppo cinese.

Con l’uccisione di Muammar Gheddafi vengono silenziati per sempre anche quei segreti di cui lui era custode. Se lo avessero lasciato in vita avrebbe potuto parlare della strage di Ustica del 27 giugno 1980, avrebbe potuto parlare dell’influenza occidentale nell’Africa e nell’uccisione di Thomas Sankara raccontando, ad esempio, di quell’incontro avvenuto in Libia, tra Gengerè (attuale Ministro della Difesa del Burkina Faso), Blaise Compaorè (attuale Presidente del Burkina Faso) e Charles Taylor (uomo in mano alla CIA ed ex Presidente della Liberia) al quale partecipò anche Gheddafi per rimuovere proprio Sankara. Oppure avrebbe potuto parlare di come la rivoluzione libica sia stata pilotata dall’occidente, di come il servizio segreto inglese MI6 e gli altri, abbiano pilotato e addestrato i ribelli. Avrebbe potuto raccontare che volevano rovesciarlo per abbattere anche il suo progetto di un Fondo Monetario Africano, il quale avrebbe dato l’indipendenza finanziaria all’Africa dagli Stati Uniti, dal FMI e dalla Banca Mondiale.

Avrebbe potuto parlare di tante cose Gheddafi. Ma si sa, il silenzio è d’oro. Ora lo sarà in eterno.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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