Cancellati i ministeri al Nord

Il Tribunale di Roma cancella i ministeri al Nord, voluti in estate dalla Lega, a seguito della propaganda elettorale attuata per (cercare di) tenere alte le percentuali di voti nelle regioni settentrionali. E ora arriva la decisione: condotta antisindacale, dopo un ricorso dei sindacati della presidenza del Consiglio (Sipre e Snaprecom).

Stando a queste organizzazioni sindacali, avrebbero saputo della creazione di queste sedi distaccate direttamente dai tg e dai medi e che, dichiara Alfredo Macrì, presidente del consiglio direttivo del Sipre,  “la decisione era stata adottata e portata avanti senza coinvolgere le organizzazioni sindacali o attivando, come previsto dalla legge, informazione preventiva e concertazione prima di procedere” all’inaugurazione.

Questo è un decreto del giudice del lavoro, che di fatto annulla gli effetti dei decreti che istituivano le sedi periferiche dei ministeri a Monza, condannando anche la presidenza del Consiglio al pagamento di un terzo delle spese legali. Spese ovviamente a carico della collettività, cioè noi.

Siamo costretti, ancora una volta, a pagare con la nostra moneta la stabilità della coalizione ormai minoritaria che governa questo paese. Le sedi di Monza, come ricorderanno i più, erano state proclamate sulla spinta del primo turno delle amministrative di Milano, che vedeva Letizia Moratti perdente. Le analisi di allora riconducevano a una chiara flessione del sostegno leghista alla causa, e quale occasione migliore per rilanciarlo decentrando i ministeri?

Ora quella promessa elettorale la paghiamo noi, con tanta buona pace della Lega e di Roma ladrona.

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Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino