Presidente Draghi, non ci prenda in giro

Non parlerò della bellissima e partecipatissima manifestazione che il 15 ottobre ha completamente invaso le strade di Roma. Non parlerò di quei volti sorridenti di giovani che cantavano e ballavano. Non parlerò nemmeno dell’indignazione che vi si leggeva su quei volti di giovani e meno giovani. Perchè questo è stato il vero volto della manifestazione.
Parlerò invece della “comprensione” del futuro Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi nei nostri confronti e in quelli della manifestazione.
Draghi ha detto, in merito alla manifestazione, che “se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent’anni e sono senza prospettive”.
Un’ uscita che reputo una vera e propria presa per i fondelli nei nostri confronti. Di noi ragazzi e ragazze che per mantenerci gli studi all’università dobbiamo lavorare in nero la sera o che per mancanza di lavoro stesso dobbiamo vivere, con non poco disagio, sulle spalle dei nostri genitori. Una condizione, questa, che ci è stata imposta con violenza da un modello economico ultra-liberista di quale Draghi è uno degli esponenti di spicco. Da una flessibilità del lavoro imposta come diktat per entrare a far parte di una unione monetaria, quella dell’Euro, di cui non vi erano le condizioni anni fa e men che meno oggi. L’uscita di Draghi rappresenta solamente, a mio avviso, quella di una voglia di ripulirsi la faccia prima di entrare nel palazzo della BCE a Francoforte ed anche una vera e celata (ma ormai non più di tanto) preoccupazione per queste mobilitazioni che finalmente sono andate a colpire il fulcro della metastasi di questo mondo; ovvero l’ultra-liberismo, un capitalismo criminale, come criminali sono i suoi bracci armati: il FMI, il WTO e la BANCA MONDIALE.
Al Presidente Draghi voglio dire che se veramente tiene a noi giovani, come ha detto giorni fa, allora stracci quella maledetta lettera che ha inviato al Governo italiano. Quella lettera illegale e criminale contenente le peggiori politiche sfruttatrici che hanno impoverito il mondo per arricchire quell’1% di banchieri, finanzieri e tecnocrati che noi sabato contestavamo.
Non abbiamo bisogno della sua comprensione, perchè sappiamo benissimo gli interessi che lei rappresenta. E non sono i nostri interessi. Non sono gli interessi per l’uguaglianza, per la giustizia sociale, per i diritti dei lavoratori e degli oppressi, per noi studenti, per i poveri e per gli emarginati e per chi è rimasto schiacciato dal peso di un debito con il quale avete tenuto al guinzaglio i paesi in via di sviluppo. E’ questo una parte di quello che chiedevamo noi sabato pomeriggio a Roma e nel resto del mondo. Volevamo un’opposizione pacifica e non violenta a questa finanziarizzazione del mondo. Sognavamo una piazza pacifica e democratica, un accampamento come Puerta del Sol a Madrid. Invece ci siamo risvegliati a Santiago del Cile, come dice un mio amico.
Presidente Draghi, se veramente ha a cuore il futuro di noi giovani STRAPPI QUELLA LETTERA!

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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