Un 15 ottobre nel nome di Sankara

Domani 15 ottobre, milioni di persone si riverseranno nelle piazze d’Europa e degli Stati Uniti d’America per dire basta ad un modello economico che nel corso dei decenni ha lasciato dietro di se morte e sofferenza. Una mobilitazione che finalmente andrà a toccare il punto nevralgico del sistema in cui oggi viviamo e non le solite polemiche qualunquistiche sulle caste.
Una straordinaria mobilitazione internazionale che ricade il giorno del 24° anniversario dalla morte di un grande uomo, prima che grande Presidente: Thomas Sankara.
Primo Presidente del Burkina Faso, Sankara fu colui che si oppose per primo al pagamento del debito estero dei paesi africani fra i quali il suo, uno dei più poveri in assoluto.

All’Organizzazione per l’Unità Africana, tenutasi il 29 luglio 1987, Sankara denunciò davanti alla platea dei presidenti e dei rappresentanti del continente africano, l’immoralità e l’illegittimità di un debito che pesava come un macigno sulla schiena del suo popolo e su quella dei popoli dell’Africa.
Quelle sue parole, risentendole oggi, sembrano più attuali che mai. Aveva capito che la battaglia contro il debito doveva essere comune per tutta l’Africa poichè “[…] se il Burkina Faso da solo rifiuta di pagare il debito, non sarò qui alla prossima conferenza!”. Ma la lotta per il ripudio di un sistema debitocratico, illegale e criminale doveva essere ampliata anche all’occidente e all’Europa perchè “[…] del resto le masse popolari in Europa non sono contro le masse popolari in Africa. Ma quelli che vogliono sfruttare l’Africa sono gli stessi che sfruttano l’EuropaAbbiamo un nemico comune”. Domani le masse popolari d’Europa e dell’occidente in generale potranno dare veramente una scossa all’alta finanza, alle grandi istituzioni finanziarie internazionali, responsabili della morte di centinaia di milioni di persone nel mondo, che rispondono al nome di Fondo Monetario Internazionale e di Banca Mondiale. Proprio così, responsabili della morte di centinaia di milioni di persone. Non sono solo io a dirlo ma anche un ex funzionario proprio del FMI, Davison Budhoo.
Egli si dimise dal FMI nel 1988 con una lettera, inviata all’allora presidente Camdessus dalla quale risaltano queste parole: “Oggi ho rassegnato le mie dimissioni dallo staff del FMI dopo dodici anni, e dopo mille giorni di lavoro ufficiale sul campo per il FMI, durante i quali ho venduto la vostra medicina e i vostri trucchetti a governi e popoli dell’America Latina, dei Caraibi, e dell’Africa. Per me le dimissioni costituiscono una liberazione inestimabile, perché con esse compio il mio passo verso un luogo in cui spero di lavarmi le mani da quello che considero il sangue di milioni di persone povere e affamate…Il sangue è così tanto, sapete, che scorre a fiumi. Si secca anche: mi si rapprende addosso; a volte mi sembra che al mondo non ci sia abbastanza sapone per ripulirmi dalle cose che ho fatto a vostro nome.

In questa lettera, Budhoo mostrò al mondo intero il vero volto del FMI.
Domani 15 ottobre, riempiamo le piazze, scuotiamo i palazzi della finanza, riprendiamoci la nostra libertà e la nostra democrazia. Domani 15 ottobre, nel nome di Thomas Sankara.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

10 commenti

  1. Nino Cammarata attraverso Facebook

    Ci stanno togliendo tutto e ancora non facciamo niente: VERGOGNA!

  2. Marco Gambarelli attraverso Facebook

    Sono orgoglioso di quest’uomo

  3. E’ estenuante dover dare voce a così tanti fantasmi, ed a volte sembra quasi di parlare al vento..Ma non fermiamo l’informazione!!

  4. Non sono fantasmi, sono spettri che terrorizzano i malvagi ed i vigliacchi! Ricordiamoli sempre…

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