La maggioranza incassa un brutto colpo alla Camera dove, per un voto, viene respinto il rendiconto finanziario dello Stato, Due soli precedenti cui sono seguite le dimissioni dei relativi esecutivi.

E’ tanto che non piove..

Il governo scivola in maniera silenziosa sul rendiconto dell’anno passato, per un solo voto; molto ha pesato il non voto di Bossi, Scajola, Tremonti (lo stesso titolare dell’atto in questione) e Scilipoti, sicuramente tra i protagonisti di questa legislatura.

Il Parlamento ha sostanzialmente bocciato l’utilizzo fatto durante l’anno dei soldi pubblici, atto alquanto grave se si pensa che la maggioranza ha votato un anno fa il bilancio approvando quelle manovre che ora, una volta effettuate, clamorosamente vengono dalla stessa maggioranza bocciate. Il Presidente della Camera non ha potuto non interrompere i lavori per via dei risvolti politici della questione.

Non è un formale atto di fiducia ma, soprattutto in questi tempi in cui le crisi si verificano fuori dai palazzi, in cui i decreti ministeriali e le circolari hanno forza di regolamento, insomma  in cui atti formali e sostanziali si confondono, per quanto non si tratti di una formale sfiducia del Governo sostanzialmente, di questo si sta parlando!

Prima d’ora la bocciatura dei rendiconti è avvenuta solamente un paio di volte (la prima con Andreotti, la seconda -mi spiace- non la ricordo) e ad entrambe le volte sono seguite dimissioni.. Non sono in pochi a richiedere un passaggio parlamentare che certifichi la presenza della maggioranza, così il Governo pare voglia riprovare il voto apponendo la questione di fiducia non cambiando il rendiconto (per quanto in fin dei conti di immodificabili cifre già spese si tratta!) e sfidando, in tal modo, la stessa costituzione..

“Oggi succede qualcosa” pare si fossero detti diversi parlamentari prima del voto, qualcosa è successo e qualcosa forse succederà davvero.

Intanto la Lega, già complice del blocco del Senato per via del Processo Breve chiede di non bloccare anche la Camera con il testo delle intercettazioni, chiede di non essere resa partecipe di quest’altro ennesimo scippo della democrazia, dei diritti dello stato sociale e del garantismo.

È il caos più completo, non c’è altro che si possa dire, non è altro che puro caos!

E, forse, il mio sogno ad occhi aperti di cui parlavo nel mio precedente articolo (http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=5401) non è poi così lontano..

Erano giorni che non succedeva molto sulla scena politica che riuscisse a colpirmi per davvero, leggevo i giornali e ripetevo agli amici e ai compagni che da giorni era sempre la stessa cosa.. Ma -si sa- a volte non è altro che la calma prima della tempesta…

È tanto che non piove..

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Qualcosa di Sinistra

8 commenti

  1. Bisogna trovare un prodotto che sciolga la colla che li tiene legati alla poltrona

  2. Matteo Grosso attraverso Facebook

    E una volta tolta la poltrona spaccargliela sulla testa.

  3. bisogna ke la poltrona nn possa essere usata x più di due mandati! bisogna inserire dei correttivi ke impediscano la cristallizzazione delle ambizioni di potere. chiunque può dar fuori di testa se si trova in posizioni di potere a tempo indeterminato. il controllo sociale deve essere esercitato cn regole ke ‘correggano’ gli slittamenti verso l’autoreferenzialità e l’onnipotenza… trovare correttivi deve essere il grosso scopo della società civile. è ipotizzabile ke se mi trovo in posiz di potere x trp tempo sono tentata di abusarne a fini personali? ki controlla ki? quale salvaguardia è possibile? proponiamo idee, gli insulti lasciamoli a loro!

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