L’urlo degli studenti: “Non pagheremo il vostro debito!”

L’autunno caldo è iniziato. E’ iniziato ufficialmente ieri, 7 ottobre, con le manifestazioni degli studenti in tutta Italia. Manifestazioni che stavolta non avevano ad oggetto solamente la protesta contro i tagli all’Università e alla scuola pubblica attuati dalla Gelmini. Il movimento studentesco ha allargato il suo raggio d’azione anche sulle tematiche della crisi economica e delle misure di austerità e tagli imposte dalla BCE.
E ciò è evidente dal corteo di Roma dove lo striscione d’apertura recita: “It’s not our debt”. Non è il nostro debito.
La questione del pagamento del debito è stata un punto centrale di queste manifestazioni che hanno riempito le vie e le piazze italiane e la risposta a tale questione arriva forte e decisa: “Noi il debito non lo paghiamo.” Una convinzione che si fa sempre più ampia nelle varie realtà sociali e che sicuramente non piacerà ai banchieri, agli speculatori, a Draghi e Trichet che per anni si sono arricchiti sulle nostre spalle, causando un debito gigantesco di cui noi cittadini non abbiamo nessuna responsabilità. A Milano invece gli studenti prendono d’assalto l’agenzia di rating Moody’s, tirando vernice, uova, attaccando sulle vetrate dell’agenzia manifesti con su scritto “Not our debt” e disegnandovi le “V” del film “V per Vendetta”. “Squali della finanza, speculatori sulle nostre vite. Not our debt” recita lo striscione posto davanti all’agenzia di rating durante l’assalto.”Come a Wall Street, noi siamo il 99%. Moody’s, le agenzie di rating, le banche, i governanti, compreso il ràis di casa nostra Berlusconi, sono l’1% e se ne devono andare!” dicono gli studenti per le strade. Oltre all’agenzia di rating, a Roma è stata colpita dai fumogeni anche una filiale della banca Unicredit.
Insomma il movimento studentesco ha dato prova di aver capito la gravità della situazione economica e sociale dell’Italia. Ha capito che ci stanno costringendo a pagare un debito illegale, illegittimo e criminale di cui non abbiamo la minima responsabilità e che quindi non intendiamo pagare, cominciando dal rispedire al mittente la lettera di Draghi e Trichet al governo italiano. Studenti che andranno a riempire le piazze d’Europa anche il 15 ottobre in vista della manifestazione internazionale contro la crisi, le misure di austerità imposte dai banchieri e il pagamento dei loro debiti. Sulla scia di “Occupy Wall Street” a New York, il 12 ottobre alle ore 16 è stata indetta una mobilitazione sotto la sede della Banca d’Italia, chiamata “occupiamobankitalia”. In quel giorno infatti, a Palazzo Koch, si incontreranno il futuro Presidente della BCE Mario Draghi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Mobilitazione “Per non pagare il debito! Per riscuotere il credito sociale!”. Di fronte alla crescita e all’intensità di queste mobilitazioni che vanno a colpire il cuore del capitalismo finanziario, possiamo dire che vivremo certamente un autunno molto caldo. Anzi bollente.

Commenta con il tuo account Facebook

Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell’Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna.
Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

28 commenti

  1. hanno ragione!!! Questa volta hanno ragione!!!!!!

  2. è immorale pagare un debito immorale. Facciamo come in Islanda,immergiamoli nella pece e poi cospargiamoli di piume.

  3. L’obiezione “in Islanda sono quattro gatti” può valere semmai per quanto riguarda la democrazia partecipativa e l’esperimento della costituzione scritta da 25 rappresentanti dei cittadini eletti dal basso, senza alcuna affiliazione partitica. Per quanto riguarda la finanza, i tassi di indebitamento dell’Islanda e il giro di derivati acquistati era in linea con quella della Grecia nel 2008; con il default e la nazionalizzazione della banca principale del Paese (per salvaguardare i risparmi dei cittadini) dopo 3 anni l’economia è in ripresa e il rapporto debito/pil oscilla dall’80 al 90%, in linea con gli altri Paesi europei e, soprattutto, i cittadini non pagheranno più per i prossimi 15 anni 4 miliardi di euro di debiti ad un tasso di interesse mensile del 5,5%. EB.IT STAFF

  4. SCUSATEMI I FRANCESI SI ,CHE HANNO LE PALLE, NOI ITALIANI BLA BLA BLA

  5. @ enrico si, tutto vero, ma i numeri sono molto diversi e l’entità del problema si valuta sui valori assoluti, se il concessionario ti raddoppia il prezzo dell’auto non ce la fai più a comprarla mentre il prezzo delle gomme da masticare lo sostieni anche se è il doppio. Se mi passi l’esempio banale capisci dove volevo andare a parare , gli abitanti dell’Islanda sono poco più di 320000, meno di Firenze, per intenderci , non possiamo prendere ad esempio o parametrici su una realtà così piccola. Se vogliamo fare demagogia o populismo facciamolo, ma serve a poco. Interroghiamoci, piuttosto, sul perché questo sistema abbia bisogno di indebitare gli stati sovrani e cerchiamo di scoperchiare la pentola: a chi giova tutto ciò ? forse non è la soluzione ma è senz’altro un buon inizio…

  6. non e’ immorale il debito, quello e’ stato fatto. E’ immorale che lo paghino i giovani e non noi!! A tutti piace dire “chi ha avuto avutoo.” Non facciamo i furbi italiani (o greci)

Lascia un Commento