Pdl-Lega fermi al 33%, mentre la coalizione Pd-Idv-Sel supera il 43. Terzo Polo a quota 11,5. E Maroni rilancia: voto più vicino.

Sondaggi, centrosinistra avanti di 10 punti. Maroni: elezioni vicine

L’ultima sberla al Cavaliere non gliel’hanno data né la Lega né la Confindustria, quanto la sua arma preferita, che ora gli ritorna addosso come un boomerang: i sondaggi. Sì, perché da tutte le rilevazioni dei maggiori istituti di ricerca, un dato è fuori discussione: se si andasse a elezioni anticipate, il centrodestra (Pdl-Lega) verrebbe battuto senza sorprese dal centrosinistra (Pd-Sel-Idv).

Un dato allarmante per il Cavaliere, che ha sbottato: durerò fino al 2013, non cadrò certo per gli industriali. Ma il milione e 200mila firme raccolte dai referendari per abolire il Porcellum spinge addirittura Maroni ad affermare senza se e senza ma che qualora il Parlamento cerchi di riformare l’attuale legge, dovrebbe muoversi nel senso proposto dal referendum. Ovvero, cancellare la porcata Calderoli. E non ha dubbi il ministro degli interni sulle elezioni anticipate, che vede sempre più vicine all’orizzonte.

Del resto, se la Lega dovesse rompere l’alleanza col Cavaliere, si potrebbe riprodurre il miracolo del ’96, quando prese oltre il 10%, grazie e soprattutto ai collegi uninominali del Mattarellum, i quali, paradossalmente, accrescevano per i perversi meccanismi di quella legge il peso delle terze forze (si mettano il cuore in pace quelli che pensano che abolendo il Porcellum, si potranno scegliere candidati e coalizioni: la competizione avverrà a livello di collegio e i candidati catapultati nei collegi sicuri torneranno ad essere la prassi, se non si modifica pesantemente il Mattarellum).

Ora, visto che il centrosinistra è al 43% (senza la Fds e socialisti che sono all’1,5 ciascuno e i Radicali che sono all’1), forse Bersani, Di Pietro e Vendola dovrebbero darsi una mossa a mettere su un programma serio per rilanciare un Paese oramai a sovranità limitata e a democrazia a rischio. Magari, come avrebbe detto Bobbio, partendo dal programma più ricco e la riforma più grande di tutte: risolvere la Questione Morale.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

23 commenti

  1. I sondaggi sono altro che un indirizzo di comportamento e di linea che si dovranno dare i partiti. Concordo in toto con Salvatore, c’è un 30% di astensionismo (i più, delusi da una sinistra frantumata e vagabonda) e circa il 20% di indecisi in quale parte schierarsi. Appunto dicevo: La sinistra si deve ricompattare, tentare in tavoli programmatici, per una soluzione che porti ad una coesione e compattezza, senza bisticciare durante il percorso. Le elezioni potrebbero essere alla porta e noi già siamo in ritardo, quindi; Basta corte a Casini ma lavorare per un nuovo ulivo, selezionando bene e cacciare elementi che in passato scendevano in piazzacontro il proprio governo di cui ne facevano parte. Questa gente, non ha il diritto di appartenere in un vero gruppo di lavoro serio e dedito per i cittadini e la Nazione tutta.

  2. Compagni non siano ancora approdati, ma questo sondaggio mi sollecita un bicchiere di vino alzato al cielo e un brindisi a quelle parti della sinistra (non tutte) che hanno creduto in un risveglio. Forza Compagni c’è tanta strada da fare.

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