Mi vogliono morto come Craxi, avrebbe detto Silvio Berlusconi. Ma quali giudici: Craxi fu ucciso da una dose letale di tangenti. Alcune delle quali le pagò Berlusconi, sentenze alla mano.

Fu una dose letale di tangenti ad uccidere Craxi, non i giudici

Se in Italia le parole avessero un senso (e soprattutto la storia e le sentenze della magistratura), Bettino Craxi sarebbe semplicemente, nell’ordine: l’assassino del Partito Socialista Italiano, un politico corrotto e, soprattutto, un latitante. Oltre ad essere l’artefice di quella cultura politica su cui si basa l’attuale Berlusconismo e che tanti guasti e mali ha provocato all’Italia.

In un Paese serio, a chiudere la questione Bettino basterebbero le 3 sentenze definitive emesse dalla Cassazione (10 anni per le tangenti Eni-Sai e la Metropolitana Milanese; prescrizione per le mazzette dalla berlusconiana All Iberian). O i 40 miliardi giacenti sui suoi 3 conti svizzeri personali, gestiti non da tesorieri PSI, ma dall’ex compagno di scuola Giorgio Tradati e poi dall’ex-barista Maurizio Raggio, destinati agli “interessi economici anzitutto propri di Craxi” (Sentenza All Iberian).

Senza contare quella ventina d’anni accumulati tra primo e secondo grado e l’attività di spionaggio condotta contro Enrico Berlinguer e i vertici del PCI, nella speranza di poterlo infangare (ma il suo odio per Berlinguer non riuscì a produrre gli effetti sperati: la vita privata di Enrico era più candida dell’anima di un bambino).

Ovviamente l’Italia non è un Paese normale, figuriamoci se serio. Del resto, come potrebbe esserlo? Con il premier che tra una battuta e una bestemmia si infila in molteplici lettoni di Putin perché “ne avevo 11 fuori dalla porte e me ne sono fatte 8” e “faccio il premier nel tempo perso”, cosa ci si può aspettare? Onestà, coerenza, trasparenza, rettitudine? Ma quando mai. Al massimo qualche filippica su chi cerca di far rispettare la legge. Che, puntualmente, è arrivata oggi, con un’inedita difesa d’ufficio del suo padrino politico, che con la legge Mammì (pagata bene e anche in cash) ha consegnato a lui e all’Italia un monopolio illegale che ha prodotto non-cultura per 30 anni.

Ebbene, non sto qui a ricordare i disastri politici di Bettino Craxi, mi preme però precisare al Presidente del Consiglio una cosa: i Di Pietro, i Borrelli dovevano ancora nascere quando il Psi di Craxi era già in piena metastasi di tangenti. Nani e ballerine, opportunisti e piduisti, Craxi li riunì tutti alla sua corte, mettendo alla porta galantuomini come Norberto Bobbio, mentre gli iscritti dalle sezioni se ne andavano, i militanti si trasformavano in esattori di tangenti e il partito scompariva dalle città. Quando arrivò Mani Pulite il più antico partito italiano non esisteva più e la sua direzione (lo ricorda l’architetto Larini, quello che portava i soldi nell’ufficio di Craxi in Piazza Duomo) si riuniva al ristorante Matarel per parlare solo di affari.

Craxi non fu ucciso dai giudici, ma da una dose letale di tangenti. E se Milano e l’Italia hanno perso il proprio primato culturale e politico nel mondo, molto lo dobbiamo proprio al suo affarismo eretto a sistema. Lo chiamavano “Milano da bere”; Milano se la sono bevuta, assieme all’Italia, e infatti oggi ci restano solo le macerie. E Berlusconi, che da moderno Nerone, ha appiccato il fuoco e si diverte a vedere la città bruciare.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

47 commenti

  1. ma basta col passato andiamo avanti x favore in tutti i sensi

  2. Caro Enrico Berlinguer,
    perchè non ti firmi col tuo nome?
    Non so chi tu sia, e questo è male.
    Ma so che non ho mai conosciuto così tanti berlingueriani dopo che lui è mancato.
    E chissà cosa dicevi di lui allora.
    Chissa!

  3. Girasole Di Campo attraverso Facebook

    ineguagliabile onestà..

  4. Girasole Di Campo attraverso Facebook

    tempi..finiti ormai..gente..corrotta al tuo posto..

  5. La differenza tra B. e Craxi stava nel fatto che Bettino le prendeva da tutti, e B. le da a tutti .

  6. ERA IL SUO PROTETTORE POLITICO NON CONTIAMOCI DELLE PALLE IO C’ERO E HO ASSISTITO COME TANTI AI PROCESSI TELEVISIVI CHE DICEVA A DI PIETRO: SI HO PRESO I SOLDI PER ILPARTITO. QUINDI CHE COSA C’E’ DA RIDIRE.

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