Eccola qui, finalmente. In esclusiva su QdS il testo della delibera che l'8/11/1990 portò all'istituzione del Comitato antimafia guidato da Carlo Smuraglia, composto da 4 consiglieri comunali e da 11 esperti qualificati in materia. Il modello vincente, anche secondo Pisapia. Ma che il Pd, a Milano, non vuole.

Comitato Smuraglia, la delibera del Consiglio Comunale

Comitato, Commissione. Il dibattito milanese oramai ha raggiunto livelli di noia mortale anche agli occhi degli addetti ai lavori. Diciamo più che altro che l’ottusità (chiamiamola così) che porta il Pd a rifiutare il modello di commissione mista, sulla scia di quello che fu il Comitato Smuraglia, ha de facto imbrigliato anche Giuliano Pisapia, da sempre estimatore del modello tratteggiato 21 anni fa da Carlo Smuraglia, allora consigliere, attuale Presidente dell’ANPI, ma con tre legislature di senatore alle spalle.

Il Sindaco, che oggi ha inaugurato la Summer School sull’impresa mafiosa diretta da Nando Dalla Chiesa (la prima in Italia, ospitata nella facoltà di Scienze Politiche), ha ribadito che metterà in campo tutti i provvedimenti necessari per blindare l’Expo dal rischio di infiltrazioni mafiose. E ha elogiato il professore, negli ultimi mesi oggetto di una campagna di delegittimazione e di calunnia da parte del suo stesso partito, il Pd, che a guida della Commissione/Comitato proprio non ce lo vuole (si legga a tal proposito le amare considerazioni di Dalla Chiesa sul suo blog): “In Italia dovrebbero esserci più studiosi come lui, lasciato troppe volte solo nelle sue battaglie.

Nonostante la folta presenza di giornalisti, articoli sui grandi giornali praticamente assenti. E sulla stessa fanpage fb, come sul sito del Comune, non sono apparsi né foto né il discorso pronunciato (si spera a questo punto nelle edizioni cartacee o nei ragazzi di Stampo Antimafioso che hanno ripreso l’intervento).

In ogni caso, poiché pensiamo di fare cosa gradita a chiunque voglia informarsi, siamo riusciti ad avere una  copia della delibera definitiva votata dal Consiglio Comunale l’8 novembre 1990 e l’abbiamo trascritta (senza censure). A quei tempi il sindaco era Paolo Pillitteri, cognato di Bettino Craxi, quello che “La Mafia a Milano non esiste”. E il Consiglio Comunale votò con 35 voti favorevoli (su 37 votanti, 12 si astennero) l’istituzione del “Comitato di iniziativa e di vigilanza sulla correttezza degli atti amministrativi e sui fenomeni di infiltrazione di stampo mafioso” (nella prima versione, poi emendata in Consiglio, era solo Comitato di iniziativa e di vigilanza antimafia).

Ecco dunque il testo definitivo.

Onorevole Consiglio,

da varie settimane si sta dibattendo in sede politica, istituzionale e sulla stampa cittadine e nazionale, il problema della possibile presenza in Milano di infiltrazioni mafiose nel mondo degli affari.

Codesto Consiglio ha avuto modo di discutere sull’argomento ed ha ritenuto che sia indispensabile organizzare un sistema di piena conoscenza dal fenomeno e tale da garantire le strutture burocratiche ed amministrative, da possibili interferenze ed ingerenze malavitose.

La Giunta Municipale già ha deciso di istituire un tavolo permanente di confronto con gli altri organi dello Stato per l’analisi di tutti gli aspetti connessi al problema della mafia a Milano.

È opportuno, altresì, analizzare anche il sistema delle procedure attualmente in atto nel Comune di Milano, nei Settori più esposti, per verificare la loro trasparenza e funzionalità ed, eventualmente, proporre soluzioni adeguate a chiudere ogni possibile spazio alle attività illegali.

Codesto Consiglio pertanto, nella seduta del 1° ottobre 1990 ha, con apposito ordine del giorno, dato mandato alla Giunta di sottoporre al Consiglio stesso la proposta di istituzione di un Comitato, formato da Consiglieri Comunali e da qualificati esperti in materia, per procedere alla verifica dei meccanismi amministrativi e delle procedure al fine di impedire comportamenti illeciti nonché per effettuare un’adeguata analisi di tutti gli aspetti connessi al problema della mafia a Milano.

Per aderire allo spirito dell’ordine del giorno sopra richiamato ed attuarne i contenuti si ritiene che il Comitato debba avere la funzione ed i compiti e debba seguire le modalità di lavoro e gli aspetti organizzativi di seguito elencati:

Funzioni e compiti

  1. Impiegare le procedure amministrative in atto presso il Comune di Milano nei settori più esposti al fine di verificare quali siano gli spazi attraverso i quali possono realizzarsi le infiltrazioni mafiose e studiare le notifiche procedurali idonee a restringerli, formulando all’uopo specifiche proposte.
  2. Approfondire la conoscenza del fenomeno delle infiltrazioni mafiose a Milano, nelle varie forme in cui esse si atteggiano, raccogliendo e coordinando i materiali di documentazione disponibili e tutte le informazioni necessarie, desumibili dalla stampa, da provvedimenti giudiziari, da ricerche e studi già effettuati, ecc…
  3. Sviluppare – d’intesa con la Giunta – rapporti continuativi con gli altri Enti locali e in particolare con l’Amministrazione provinciale di Milano, con la Regione Lombardia e la Camera di Commercio, sempre ai fini di acquisire gli elementi di conoscenza di cui al punto 2), realizzando altresì, sempre d’intesa con la Giunta, un “tavolo di confronto” permanente con gli altri organi periferici dello Stato che consenta di acquisire ed aggiornare gli elementi di conoscenza, ma anche utili indicazioni sui modi per fronteggiare il fenomeno.
  4. Analizzare il sistema normativo vigente, con particolare riferimento agli appalti ed alle concessioni ed alle licenze commerciali, anche in riferimento alle condizioni di lavoro, per individuare eventuali carenze e segnalare, se del caso, soluzioni idonee agli organi dello Stato competenti.
  5. Mantenere stretti i rapporti, d’intesa con la Giunta, con la commissione parlamentare antimafia, per una proficua collaborazione agli effetti delle attività di cui sopra.

Modalità di lavoro e aspetti organizzativi

  1. Il Comitato, qualora ritenga necessario il contributo di esperti nei vari settori chiederà al Sindaco i necessari provvedimenti anche relativi alla spesa. Allo stesso modo procederà, poi, per tutte le necessità che la propria attività dovesse comportare, anche ai fini dell’adozione dei conseguenti provvedimenti da parte dei componenti Organi del Comune. I dirigenti e i funzionari dei settori di volta in volta interessato hanno il dovere di prestare la massima collaborazione al Comitato per lo svolgimento delle sue funzioni.
  2. Il comitato, tramite il Sindaco, invierà periodicamente al Consiglio Comunale una relazione sull’attività svolta, perché lo stesso la discuta ai fini dell’eventuale adozione di provvedimenti da parte dei competenti organi del comune. In ogni caso il Comitato riferirà al Consiglio, sempre tramite il Sindaco, ogni qualvolta i dati e gli elementi acquisiti lo renderanno necessario, anche ai fini dell’adozione di eventuali provvedimenti da parte dei competenti organi del Comune.
  3. Il Comitato costituisce commissione speciale per i particolare problemi descritti e ad esso applicano le norme portate dal Regolamento delle commissioni consiliari, salvo le norme specifiche portate dal presente atto e che hanno natura e carattere regolamentare. Il Presidente del Comitato deve essere scelto tra i Consiglieri Comunali.
  4. Spetta al Comitato di decidere circa le forme di pubblicità dei propri lavori.
  5. Il Comitato elegge nel suo seno un Presidente che ne coordina i lavori e due Vice Presidenti che lo sostituiscono secondo l’anzianità di nomina o di età, in caso di sua assenza o impedimento.

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In una con la sottoposizione all’approvazione di codesto Consiglio delle funzioni del Comitato si può provvedere alla presentazione della proposta di composizione nominativa del Comitato stesso che è la seguente:

– Prof. Carlo Giuseppe Smuraglia (consigliere comunale);

– Ministro On. Egidio Sterpa (consigliere comunale);

– On. Andrea Borruso (Consigliere Comunale);

– Sig. Pino Cova (Consigliere Comunale);

– Dott. Franco Falletti (1° Presidente a.r. della Corte d’Appello di Milano);

– Senatore Giorgio Covi (Presidente Commissione Giustizia del Senato della Repubblica);

– Prof. Alberto Martinelli (Preside Facoltà di Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano);

– Prof. Cesare Pedrazzi (Ordinario di Diritto Penale Comm.le presso l’Università L. Bocconi di Milano);

– Ing. Cesare De Albertis (Presidente dell’ASSIMPREDIL);

– Prof. Pino Arlacchi (Docente di Sociologia Applicata presso l’Università di Firenze);

– Prof. Nando Dalla Chiesa (Docente di Sociologia Economica presso l’Università degli Studi di Milano);

– Prof. Ettore Rotelli (Ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche della Facoltà di Scienze Politiche presso l’Università di Bologna);

– Prof. Giorgio Berti (Ordinario di diritto Costituzionale presso l’Università Cattolica di Milano);

– Il Capo dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro;

– un rappresentante provinciale di C.G.I.L. – C.I.S.L. – U.I.L.

Ad eventuali oneri di spesa per il funzionamento dei lavori del Comitato si potrà provvedere con separato atto deliberativo.

Ciò premesso, si presenta all’approvazione la seguente

PROPOSTA

“Il Consiglio Comunale, vista la relazione della Giunta Municipale delibera:

1)      di istituire il Comitato di iniziativa e di vigilanza sulla correttezza degli atti amministrativi e sui fenomeni di infiltrazione di stampo mafioso;

2)      di demandare al Comitato stesso le funzioni, i compiti, le modalità di lavoro e gli aspetti organizzativi elencati in relazione;

3)      di nominare quali componenti del Comitato stesso i Sigg. :

–          Prof. Carlo Giuseppe Smuraglia;

–          Ministro On. Egidio Sterpa;

–          On. Andrea Borruso;

–          Sig. Pino Cova;

–          Dott. Franco Falletti;

–          Senatore Giorgio Covi;

–          Prof. Alberto Martinelli;

–          Prof. Cesare Pedrazzi;

–          Ing. Cesare De Albertis;

–          Prof. Pino Arlacchi;

–          Prof. Nando Dalla Chiesa;

–          Prof. Ettore Rotelli;

–          Prof. Giorgio Berti

–          Il Capo dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro;

–          un rappresentante provinciale di C.G.I.L. – C.I.S.L. – U.I.L.

4)      di dare atto che ai sensi dell’art.53 della legge 8.6.1990 n. 142 il Direttore del Settore di Presidenza, il Ragioniere Generale e il Segretario Generale hanno espresso i pareri di rispettiva competenza che si allegano al presente provvedimento quali parti integranti dello stesso.

IL SINDACO
Paolo Pillitteri

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.