Il Sindaco di Firenze non ha partecipato allo sciopero di ieri, nonostante la partecipazione del suo partito. Si giustifica dicendo, pressappoco, che il suo è una specie di governo del fare, essendo lui un "amministratore che lavora"

Renzi: Il dovere di un politico non è scioperare

“Rispetto alle polemiche politiche, posso dire che io mi sono iscritto al Partito democratico, non alla Cgil, fare le manifestazioni è facile, ma noi siamo pagati per risolvere i problemi della gente”.

In questo modo Renzi prova a giustificare la sua assenza alla manifestazione della Cgil. Critico anche nei confronti di Bersani, lo invita a tirar “fuori le idee e non solo gli striscioni”, consiglio che, a dire il vero, non è poi del tutto biasimabile.

“Se la Cgil vuole fare sciopero, così come la Cisl e la Uil, liberi di farlo, un politico è bene che stia a lavorare in palazzo a cercare di risolvere i problemi”. Come a dire che se la classe politica è lontana da quella sociale non può che essere un bene, come a dire che non c’è bisogno di scendere in piazza, come a dire che lui non si sporca con queste cose.

D’altronde che Renzi non sia attualmente il sindaco più amato dalla stessa gente che l’ha votato ce lo dimostra anche uno striscione che proprio ieri campeggiava davanti Palazzo Vecchio “Il sindaco che la destra ci invidia”

Renzi tuttavia risponde alle critiche sempre rispolverando il fatto che lui lavora continuamente “credo che sia un dovere da parte di un politico cercare di risolvere i problemi, non di fare le manifestazioni” “un amministratore che il giorno dello sciopero sta a fare il proprio lavoro penso che sia un amministratore che svolge, del tutto coerentemente, il suo lavoro!” Come a dire che tutti gli amministratori che, invece, han partecipato allo sciopero non svolgono “coerentemente” il loro incarico…

Insomma, in questo paese sembra esseri ben più di un solo “governo del fare”! (che cosa, poi, chi lo sa!)

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