Penati e il suo braccio destro Giordano Vimercati non finiscono in galera, salvati dalla prescrizione. Ma il gip di Monza afferma: "Gli atti contenuti nel fascicolo delle indagini preliminari dimostrano l’esistenza di numerosi e gravissimi fatti di corruzione." In galera ex-assessore e architetto.

Penati “corrotto grave”. Ma niente carcere, è prescritto.

Ora abbiamo anche le parole, durissime, del gip di Monza Anna Magelli, che afferma: “Gli atti contenuti nel fascicolo delle indagini preliminari dimostrano l’esistenza di numerosi e gravissimi fatti di corruzione posti in essere da Filippo Penati e da Giordano Vimercati nell’epoca in cui rivestivano la qualifica di pubblici ufficiali prima presso il Comune di Sesto San Giovanni e poi presso la Provincia di Milano e successivamente da Pasqualino Di Leva, assessore della Giunta comunale, nonché da Marco Magni“.

Ma dato che gli episodi “risalgono agli anni Novanta e agli anni dal 2000 al 2004″ è scattata ormai la prescrizione. Quindi l’ex presidente della Provincia di Milano e alto dirigente del Pd non deve essere arrestato, nonostante “i gravi indizi di colpevolezza” e la presenza “delle esigenze cautelari”.

In un Paese normale, di fronte a parole del genere, qualsiasi politico del livello di Penati si sarebbe ritirato a vita privata. Ma l’Italia, si sa, non è un Paese normale: così come Totò Cuffaro festeggiò la sentenza di condanna in primo grado con i cannoli, anche Penati gioisce alle parole del gip che gli danno del corrotto, affermando però che “Oggi si sgretola e va ulteriormente in pezzi la credibilità dei miei accusatori.”

Intanto però se lui e il suo braccio destro Vimercati evitano il carcere, non vale lo stesso per l’ex assessore Di Leva e all’architetto Magni, per i quali il gip di Monza ha accolto la richiesta di arresto anche “a fronte della gravità dei fatti, che si inseriscono nella cornice di un sistema di corruzioni che ha contraddistinto per lungo tempo la gestione della cosa pubblica da parte di alcuni pubblici amministratori”.

Dunque non si tratta di singoli casi di corruzione, ma di un vero e proprio sistema. Si fatica a capire come possa gioire Penati, che se fosse una persona seria dovrebbe rinunciare alla prescrizione. Dal PD nessun commento. Si pensa alla manovra del governo.

E’ vero, soffriamo per la crisi economica. Mi sembra più grave, però, quella Morale che l’ha generata.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

3 commenti

  1. mi sembra se non ricordo male ,che una persona il cui reato è prescritto può rifiutare la prescrizione e andare avanti nel giudizio,almeno questo è quello che è successo ,se vi ricordate nel caso di Pisapia che aveva rubato un furgone,dagli atti che ha presentato dopo lo squallido tentativo della miserevole moratti,rifiutò dopo 4 mesi di galera preventiva, la prescrizione andò avanti e venne prosciolto.Se penati è senza colpe faccia lo stesso,ma dubito che lo faccia

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