Matteo Renzi: “Dipendenti comunali peggio di Fantozzi”

Fa discutere il sindaco di Firenze, il rottamatore di professione, in un’intervista rilasciata al magazine settimanale della Gazzetta dello Sport, Sportweek. L’allegato alla “rosea” parla di “Power generation” dedicando la copertina a Lady Gaga e parlando della bravura di Pep Guardiola, allenatore pigliatutto del Barcellona fresco campione d’europa e Mark Zuckerberg, il fondatore miliardario di Facebook.

Renzi quindi è l’enfant prodige della politica italiana, e parla di quanto è dura essere giovani in Italia. Racconta le sue esperienze, le difficoltà avute durante la carriera politica e la sua valorizzazione dei giovani (il suo vicesindaco ha un anno meno di lui). Intervista anche condivisibile: per lui essere giovani non è un valore in sé, ” ci sono trentenni cozze e ottantenni maestri del rischio”.

Il pezzo incriminato arriva quando l’intervistatore gli chiede quali siano i suoi modelli: Renzi risponde Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google, decantando l’ambiente lavorativo di Mountain View. Parla di come gli piacerebbe che anche al Comune di Firenze fosse lo stesso ma, ecco la stoccata, “mi ritrovo con dipendenti che stimbrano alle 14 e già un quarto d’ora prima sono in coda col cappotto, pronti ad uscire”. L’intervistatore chiede se è  come il modello Fantozzi: “Chiamarli Fantozzi sarebbe far loro un complimento” e si lancia in un’invettiva contro i sindacati, dichiarandoli l’organizzazione più lontana dalla sua generazione,  e le “disgraziate” tutele che  hanno i lavoratori che impediscono i licenziamenti.

Immediate le reazioni: “Fantozzi sarà lui. Ci sono problemi di tagli che mettono a rischio i servizi comunali e lui gioca: è ora che cresca” chiosa Stefano Checchi dell’RSU del Comune di Firenze .”Forse – afferma oggi Cecchi – Renzi è così avanti che non vede quello che sta accadendo: ma invece di giocare dia risposte serie sui tagli”

Il rottamatore di professione dimostra ancora una volta di parlare a caso con un’arroganza pari solo al suo compagno di merende brianzole, Silvio Berlusconi o, peggio ancora, come il ministro meno all’altezza del nostro esecutivo, Renato Brunetta. Quello che ci lascia allibiti è che certe parole e certi toni provengano proprio da chi dovrebbe essere di sinistra, ma confidiamo sul fatto che con il Pd di mezzo non si può parlare esattamente di Qualcosa di Sinistra.

Renzi conclude l’intervista spiegando ironicamente il perché della sua “discesa in politica”: “non sapevo arbitrare (aveva arbitrato in passato, ndr) e quindi ho fatto il sindaco.” Forse è meglio fargli fare un corso accelerato da Pierluigi Collina, fosse la volta buona che impara a fare qualcosa nella vita.

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Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

53 commenti

  1. Un sindaco che si affida al malcontento generale fa un errore politico perchè ,prima di tutto spetta proprio a lui fare funzionare i suoi diretti dipendenti la legge gli da tutti gli strumenti per licenziare chi eventualmente commette errori gravi.mi stupisce che i fiorentini (quelli di sinistra)non si ribellino di fronte a tanta tracotanza.

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