Tutto come prima (per loro), molte più tasse e meno servizi sociali per noi. E anche sulle sforbiciatine ai privilegi della Casta, la Commissione Bilancio del Senato vota contro l'equiparazione degli stipendi al livello europeo. Della serie: don't touch my privilege.

Sacrifici per molti, privilegi per pochi

Diceva Enrico Berlinguer che per portare avanti una seria opera di risanamento economico e finanziario di una nazione bisogna avere una grande credibilità, altrimenti l’operazione è necessariamente votata al fallimento. A conti fatti, la manovra finanziaria lacrime e sangue da 70 miliardi di euro fa pagare i costi della crisi ai soliti noti (i cittadini lavoratori), con una novità inedita: i sacrifici stavolta li fanno anche lassù, nell’empireo dei top manager. C’è però un problema: mentre si disarticola de facto lo Stato Sociale, facendo pagare tutto e subito ai comuni mortali, gli esigui tagli ai privilegi e agli sprechi della classe politica, che dovevano partire dal 2013, sono stati ulteriormente ridotti.

A quanto pare, poi, nella nottata i componenti della Commissione Bilancio del Senato (unico escluso Pancho Pardi dell’Idv) hanno pure emesso parere contrario alle sforbiciatine ai privilegi del Palazzo. Direte, il parere di una Commissione non ha questa grande rilevanza sul voto in Aula. E invece sì, perché spetta proprio alla Commissione decidere se equiparare o meno al livello europeo gli stipendi dei nostri parlamentari (i più pagati e privilegiati d’Europa).

Dunque, l’unica norma significativa rimane quella che vieta i doppi rimborsi elettorali, che i partiti hanno ricevuto fino ad oggi per la scadenza anticipata della legislatura: peccato che abbiano aspettato proprio la fine naturale della legislatura passata (quest’anno) per approvare questa norma (ricevendo negli ultimi tre anni sia i rimborsi per le politiche del 2006 sia quelli per le politiche 2008). Ovviamente nessuna norma retro-attiva.

Sull’abolizione degli ordini professionali (retaggio fascista unico al mondo tra i Paesi occidentali), nulla è cambiato: hanno alla fine vinto le corporazioni. Tanto i somari al limite possono andare a Reggio Calabria a fare l’esame per diventare avvocato o notaio.

Inoltre, non sono toccate le grosse voci della spesa pubblica: gli 8 miliardi e mezzo degli enti territoriali, i 3 miliardi degli organi Costituzionali (1,7 solo per i bilanci di Camera e Senato),e i 2,5 miliardi delle “consulenze esterne” nella pubblica amministrazione.

In Grecia, con la crisi economica, hanno tagliato le Province da 57 a 13, i Comuni da 1034 a 325 e propongono di ridurre i deputati da 300 a 200. Noi, che stiamo un po’ meglio della Grecia, conserviamo tutte le Province (110), le Regioni con o senza lo statuto speciale (20) e contiamo 945 tra deputati e senatori contro i 661 parlamentari tedeschi. Della serie: don’t touch my privilege.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

25 commenti

  1. Rocco Cardone attraverso Facebook

    solo per OPPORTUNISMO , sanno che anche loro dovrebbero tornarsene a casa . IGNOBILI di rappresentarci

  2. Bersani e company, te lo scordi il mio voto la prossima volta!

  3. Accettiamo tutto questo perchè siamo pavidi e codardi come diceva Monicelli

  4. Luigi Genini attraverso Facebook

    Io dico solo una cosa sono scoglionato,non hanno più le p….,li ha castrati tutti,così il vampiro sta succhiando il sangue di tutti,ma possibile che nessuno si muove,sembra che godano vedere questo scempio

  5. penso che nn é restato molto xchè ci sia un cambiamento profondo. Xrò nn facciamoci scippare anche la proposta di ridurre i parlamentari, i Comuni, le Provincie, nn seguiamoli nel populismo del CONTRO!Credo che dovremmo partire da:1-riduzione dei parlamentari a nn più di 450;2-accorpare i Comuni con un ragionamento di territorio, viabilità, collegamenti,affinità ecc;3- riduzione delle provincie xchè nn credo sia eliminabile del tutto un Ente intermedio che funzioni;4-gli stipendi dei parlamentari italiani nn possono superare quello più basso nella CEE; 5-le “pensioni” debbono seguire le regole che LORO hanno dato ai lavoratori,per cui vanno fatti i versamenti all’INPS e si cumulano e nn in aggiunta al lavoro esterno alle Istituzioni.X essere onesti nn é che questo risolve il problema economico ma la sfacciataggine di dire che varare una FINANZIARIA COME QUESTA E’ UN SEGNO DI “RESPONSABILITA'” HANNO ROTTO I CO………. Chi ne é capace, faccia una proposta e lavoriamoci come compagne/i “scompagnate/i” se no poi riarriva Bersani,Di Pietro,Vendola ecc e ci fanno discutere delle loro “proposte” nate nel ristretto giro di quelli che vogliono cambiare tutto x nn cambiare nulla!…referendum insegna!

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