Ma cosa sta combinando il PD?

E’ la domanda che molti si stanno ponendo: che rotta sta seguendo il Partito Democratico?
Fa sicuramente pensare la presa di posizione dei democratici sul voto relativo all’abolizione delle provincie, su proposta dell’Idv, che non ha sostenuto. Fa pensare anche la presa di posizione sulla proposta di referendum abrogativo riguardo la legge elettorale.

I democrats infatti si sono astenuti al momento della votazione del testo presentato dall’Italia dei Valori, risultando decisivi per la bocciatura complessiva del testo. Tonino Di Pietro, evidentemente tornato nelle vesti di gran martellatore dopo la svolta moderata, ha pesantemente attaccato gli alleati chiamandoli traditori, prendendosela con la maggioranza trasversale della “casta” (si può chiaramente dire che Pd e Pdl abbiano un bel bottino di province a testa da amministrare.) Più duro comunque con gli alleati (ma anche con la maggioranza) poiché hanno disatteso le promesse elettorali riguardo l’abolizione delle provincie. La risposta di Bersani è abbastanza eloquente dello status del PD: ” Non ci facciano per favore tirate demagogiche, noi abbiamo una nostra proposta che prevede di ridurre e accorpare le Province ma bisogna anche dire come si fa, perché le Province gestiscono un certo numero di cose importanti, come ad esempio i permessi per l’urbanistica.” Peccato che nel programma di governo si parli proprio di abolirle nelle aree metropolitane e sì di accorpare, ma non le provincie ma i singoli piccoli comuni.

Nel Pd, lo stesso senatore Ignazio Marino, già candidato alla segreteria due anni fa, ha bacchettato il suo partito, definendo grave l’atteggiamento del partito sulla questione. Ma sul fronte dei referendum elettorali non va certo meglio. “Mi stupirei se dei dirigenti del Pd promuovessero un referendum. Il Pd non fa referendum, può appoggiarli, sostenerli… Ma ci sono cose che toccano alla società civile e cose che toccano ai partiti.” Queste le parole di Bersani sulla proposta di referendum. La dichiarazione si basa sul fatto che diversi esponenti del Pd, come la Bindi, Veltroni, Tonini, Gozi e Parisi aderiscono ai referendum.

Come per il referendum, anche per le provincie s’è vista una contrapposizione interna fra veltroniani (con Bindi) e bersaniani (o dalemiani?.) Quel che si può dedurre è che il Pd è ben lontano dal trovare coerentemente una strada che sappia essere alternativa del paese. Lo si è visto riguardo i problemi con gli alleati, con chi tira la giacchetta da una parte e dall’altra, e lo si vede ora.

Ma il dubbio, legittimo, che si può porre è: possibile che Bersani intenda veramente dialogare con Alfano, andando oltre le dichiarazioni ironiche sul Guardasigilli? Temi come la riforma elettorale e l’abolizione delle provincie riguardano sì tutto lo stato e sarebbe auspicabile arrivarci tramite riforme condivise e ponderate fra le forze politiche, il Parlamento e gli attori politici più rilevanti, ma si è già vista l’indisponibilità della destra a trattare sul tema: il problema è sempre la Lega, che potrebbe sì dar sponda al Pd per quanto concerne il Bersanellum (la proposta di legge elettorale del Pd che tutelerebbe le forze regionali) ma punirebbe con la caduta del governo un eventuale voto che riguarda le provincie.

Quello che manca quindi, è una visione chiara del paese e una comunicazione che spieghi anche eventuali pause di riflessione sul tema. Non basta sedersi sugli allori dopo le tornate elettorali, quella vittoria deve essere il mezzo per giungere ad altro, non il fine.

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Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

26 commenti

  1. per piacere non abbinate mai berlinguer con il pd che di rosso ha solo una pennellata sulla facciata …non e’ la sinistra.. sono degli impostori!!!

  2. Il PD si gode degli stessi conflitti d’interesse,che contesta allo PsicoNano!

  3. Cortese Rosario attraverso Facebook

    basta con le facce di circostanza, presa la decisione si va fino in fondo…le faccette fanno ridere e non incantano più. piuttosto fare qualcosa di sinistra ogni tanto sarebbe proficuo.

  4. Il PD non si può neanche definire un partito di sinistra..e rimarrà un partito senze futuro finché non la finirà con le critiche contro al partito di maggioranza e non incominicerà ad attuare una vera opposizione, fondata sulla collaborazione con i cittadini e su vere proposte valide!!

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