La maggioranza politica parlamentare non rispecchia la classe sociale, il PDL tenta di nuovo la strada delle riforme, sperando che stavolta nessuno ci caschi.

“Nuove Riforme” Il PDL ci riprova ancora

Chi abbia perso nell’ultima tornata elettorale e referendaria è ben chiaro, nessuno -tranne che i legittimi interessati- si sognerebbe di dire che il centrodestra ha ottenuto un buon risultato, tuttavia non è altrettanto facile affermare chi abbia, difatti, vinto.

Non ha vinto il PD, a Napoli come a Milano i candidati non erano certo i suoi, non ha vinto l’IdV, tranne che nel capoluogo partenopeo non ha avuto risultati altrettanto degni di nota, a vincere non è stato un partito preciso, ma un sentimento, non si è voluto far vincere un partito o una forza di riferimento, bensì il desiderio di sostituire una volta per tutte il sistema del berlusconismo.

Eppure il Parlamento ha, la settimana scorsa, confermato la fiducia al Governo, segno più che palpabile del fatto che il Parlamento e la sua classe politica non rappresenta più la classe sociale, che l’attuale sistema politico non accoglie le istanze anti-berlusconiane della popolazione. Perchè, parliamoci chiaramente, il voto 2011 è stato un referendum popolare, per volere dello stesso Cavaliere, non solo sui temi referendari, non solo sull’Esecutivo, ma sull’intero attuale modo di far politica, di vivere la scena pubblica.

Mai più Berlusconi, chiede il popolo elettore, mai più P2, P3, P4 nè P666 (o chissaddove ancora si vorrà arrivare), mai più compravendite, mai più Scilipoti!

Ma quanto ci vorrà perchè le istanze sociali venga accolte dalla classe dirigente, quanto dovremo aspettare perchè il divario tra classe sociale e classe politica si assottigli?

Speravo che il tutto si giocasse sul voto di fiducia della scorsa settimana, eppure è tutto caduto nel nulla: il passaggio di fiducia è stato, in verità, qualcosa che mi ha parecchio turbato e sfiduciato. Alla luce degli stringenti vincoli europei in tema di economia e di salute (penso all’emergenza rifiuti di Napoli) rispondiamo con la costruzione della TAV, affermando che “senza TAV saremo fuori dall’Unione”, come ha avuto a sostenere un esponente della maggioranza, spero, per dirla breve, che questa maledetta notte finisca prima della naturale scadenza della legislatura o, almeno, che il suo prolungarsi fino alla data di scadenza (come una confezione di formaggio fuso) non ci arrechi danni insostenibili e a cui sarebbe impossibile porre rimedio.

A destra ci viene proposta nuovamente un’alleanza bipartisan per le riforme, ancora una volte come se non si è avuto già abbastanza tempo per fare quelle che erano necessario, e il PD per la prima volta si è dichiarato, finalmente,  contrario!

Ma la paura che a breve un certo tafazziano ex-segretario comunichi di essere d’accordo e porti nuovamente, come già fece nel 2008, alla resurrezione di Silvio è, personalmente, parecchio alta!

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Qualcosa di Sinistra

25 commenti

  1. Fernando Albini attraverso Facebook

    siamo in mano ad una banda di ladri e per di più incapaci di governare .

  2. Mi viene in mente una sola parola: RIVOLUZIONE!!Iniziamo a scioperare come fanno in Francia..ad oltranza..paralizzando ogni angolo del paese e poi vediamo se non cambia qualcosa!

  3. pensavamo di aver fermato o almeno mitigato il fenomeno berlusconi, ma c’è ancora molto da fare

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