Martedì si è aperto il processo Crimine-Infinito che un anno fa ha portato all'arresto di 350 persone affiliate alla 'ndrangheta nel milanese. Ma nessun giornale e politico ne ha parlato. L'allarme di Nando Dalla Chiesa: "Noi siamo dei dilettanti, loro sono dei professionisti. Questo è il problema."

I Dilettanti dell’Antimafia

La cosa assurda, quando si parla di Mafia, è che chi ne parla solitamente ne sa poco o nulla. Non si è formato sull’argomento, si basa semplicemente sui luoghi comuni spacciati per verità a reti ed edicole unificate da psuedo-intellettuali di destra e di sinistra che raramente ne capiscono qualcosa del mondo in generale, quindi figuriamoci della Mafia. Le Mafie, per esempio, è un termine che fa imbestialire uno come Nando Dalla Chiesa, che odia le semplificazioni giornalistiche (e a ragione) e precisa sempre “organizzazioni criminali di stampo mafioso”. Perché la Mafia è quella che è nata in Sicilia e grazie a Buscetta sappiamo che si chiama Cosa Nostra (anzi, grazie a Falcone che non era come i tanti magistrati che Buscetta aveva incontrato e che si guadagnò la sua fiducia). Ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Se oggi Leonardo Sciascia fosse ancora vivo, forse riscriverebbe un altro articolo, ma non se la prenderebbe, memore del granchio di vent’anni prima, con i magistrati che i mafiosi li mettevano in galera (insomma, attualmente con gli Antonino Ingroia), quanto con quei politici, soprattutto di Sinistra, che si ergono a paladini dell’antimafia per evidenti motivi propagandistici-elettorali, salvo farne appunto “una professione” di cui non ne capiscono un’emerita mazza (e magari oggi si trovano a fare gli assessori al welfare di se stessi). E salvo, appunto, invocare la presunzione di non colpevolezza fino al terzo grado quando ad essere beccato a frequentare mafiosi è un membro del proprio partito, difeso a spada tratta con la classica motivazione: “Non sapeva chi stava frequentando, è un ingenuo.”

Un’affermazione talmente ipocrita è imbecille, che l’unica risposta adeguata ce la fornisce Totò: “Dottò, ‘ca nisciuno è fesso.

Nando Dalla Chiesa, in un articolo pubblicato un’oretta fa, rilancia l’allarme su quelli che io, rovesciando Sciascia, chiamo i dilettanti dell’antimafia e che invece Dalla Chiesa (nel suo libro “La Convergenza”) semplicemente definisce dei cretini. Non in senso offensivo, per carità: cretino nel senso di idiota (che dal greco significa semplicemente inadatto a vivere in un contesto civile, nel caso specifico quello dominato da mafia, camorra, ‘ndrangheta). Quindi cretino può anche essere il grande politico (non che ne veda troppi in giro), il grande magistrato (questi per fortuna sì e solitamente non sono cretini), il grande giornalista…

Ti chiedi però perché nessuno abbia parlato sui giornali del processo Crimine-Infinito che l’estate scorsa ha portato a 350 affiliati della ‘ndrangheta nel milanese in galera, scoperchiando il fitto intreccio criminale tra imprenditoria, politica e ‘ndrangheta. Mi sarei aspettato qualche dichiarazione pubblica del nuovo Sindaco sul tema (nessuna polemica: comprendo che tra l’organizzare i maxi-schermi in piazza per la prima seduta del Consiglio comunale, a difendersi per l’indifendibile doppio incarico di Tabacci e a litigare con Formigoni sull’Expo il tempo per una dichiarazione contro la ‘ndrangheta a Milano non ci sia) o del vice-sindaco. Invece nulla. Tutti troppo impegnati a comprendere la macchina comunale (per carità, comprendete pure: inviare una dichiarazione all’ANSA però è cosa che può essere affidata anche all’ultima delle segretarie).

Si spera che, soprattutto a Milano, il velo di omertà e silenzio, soprattutto da parte delle istituzioni, non continui come prima. Nel frattempo, almeno noi “dilettanti” un po’ più informati di 20 anni e belle speranze, impegniamoci a gettare luce sull’ennesimo cono d’ombra qui a Milano sulla ‘ndrangheta.

 

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

8 commenti

  1. Ecco… è questo il senso pieno di “qualcosa di sinistra” di cui c’è urgente bisogno!

  2. Non ho ben capito cosa vuol dire parlare oggi a nome di Berlinguer! Bisognerebbe avere maggiore rispetto delle persone e maggiore coraggio a dire la propria mettendo la propria faccia!

  3. Leonardo, noi invece non abbiamo ben capito se quelli come lei (ce ne sono tanti) siano stupidi o in mala fede: è scritto dappertutto che questa pagina è gestita dallo Staff di enricoberlinguer.it. E che in ogni articolo che viene pubblicato, basta cliccarci per trovare il nome e il cognome dell’autore. Quindi, la prossima volta, sarebbe il caso di fare la fatica di informarsi prima di far andare a vuoto la tastiera, magari cliccando addirittura il link dell’articolo. EB.IT STAFF

  4. sarà pure vero ma cosentino dell’utri lombardo e altri sono tutti liberi eppure c’erano prove schiaccianti ma il parlameto per le autorizzazioni a procedere a respinto l’arresto perchè fra di loro si aiutano ovviamente

  5. Io sono un moderato la nostra è una Democrazia imperfetta ma la amo…

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