Viaggio tra le pensioni italiane di Marco Assab... tra quelle minime e quelle massime. E per quelle massime, ovviamente si intendono quelle dei parlamentari. Con particolare attenzione a quei parlamentari che hanno fatto solo 1 giorno alla Camera o al Senato, ma percepiscono 3000 euro ogni mese. Ci fu un voto per cancellarle, ma...

Le pensioni non sono tutte uguali

di Marco Assab, inviato tramite “Qualcosa di Sinistra dilla tu!”

Che in Italia ci sia la preoccupante tendenza a far passare per “normale” ciò che normale non è, non è certo una novità. Il “sistema Italia”, spaziando dalla politica, al mondo dell’informazione, della scuola o del lavoro, è come un malato cronico in attesa della medicina giusta. Ma è un “malato complesso“, nel senso che è affetto da molteplici affezioni che, ormai croniche, vengono accettate e vissute quasi con rassegnazione.

Il tema delle pensioni vitalizie ai nostri parlamentari urge, oltre che un approfondimento, una corretta informazione e presa di coscienza da parte dei cittadini. Inutile dire che si tratti di una tematica scomoda, quasi mai discussa nei giornali ed in tv, proprio perchè chi dovrebbe varare delle leggi atte ad impedire questa follia è, guarda caso, il principale beneficiario. Ai nostri amati parlamentari bastano pochi anni al “servizio” del paese tra i banchi di Montecitorio o Palazzo Madama per percepire pensioni che variano dai 3.000 ai 10.000 euro.

Uno scandalo, una vergogna, se si considera che un onesto lavoratore è costretto a versare contributi per 35-40 anni prima di percepire una misera pensione che si aggira tra i 1.000 e i 1.500 euro (e deve considerarsi pure fortunato). Ma attenzione! Gli italiani pagano, perchè sono soldi della collettività versati tramite le miriadi di onerose tasse, non solo le pensioni vitalizie dei parlamentari in vita che hanno già lasciato i banchi del parlamento, ma anche le pensioni di reversibilità per mogli e famiglie di parlamentari passati a miglior vita.

Per avere un’idea numerica del fenomeno basti considerare queste cifre: sono 2.238 ( 1.377 ex deputati e 861 ex senatori) che prendono il vitalizio parlamentare cui si devono aggiungere le 1.064 reversibilità per un totale di 3.302! A seconda degli anni di contribuzione, si va da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni, incassano un assegno che parte da 2.472 per le reversibili e 3.104 euro lordi mensili per arrivare a 9.947 euro lordi mensili.

Quanto ci costano questi signori (molti dei quali tra l’altro assenteisti cronici)? 160 milioni di euro l’anno. Stando a tutto ciò sembra assurdo che studenti, operatori dell’informazione, operatori sanitari, uomini delle forze dell’ordine, scendano in piazza per denunciare i tagli alla scuola, all’università, all’informazione, alla sanità, sicurezza…

Ora, qui il punto non sono i 160 milioni di euro (e lo sarebbero anche), ma la palese ingiustizia che viene resa al pensionato che ha lavorato tutta una vita per percepire una pensione comunque inferiore a questa, la palese ingiustizia che viene resa all’idea di un sistema più socialmente corretto, la palese ingiustizia che viene resa a chi considera la politica come una missione, come un dovere, per fare gli interessi del cittadino elettore, DI CHI TI HA DATO LA PROPRIA FIDUCIA E TI HA MESSO IN MANO IL FUTURO DELLA NAZIONE.

Eppure qualche “illuso” che ha tentato di portare sui banchi di Montecitorio la spinosa questione c’è stato, ed è il lodevole deputato dell’Idv Antonio Borghesi, il quale ha presentato una mozione per l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura… risultato?
Presenti 525 Votanti 520 Astenuti 5 Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498

Oltretutto sul sito internet della Camera, trattandosi di una votazione nominale, è possibile anche verificare chi ha votato no… Ma non staremo qui a fare i nomi di chi, pur esprimendosi pubblicamente contro questa ingiustizia di casta, ha pigiato sul tastino del NO. Quel che ci importa rendere noto ai lettori è che questa classe politica, questa casta di privilegiati, mal si concilia con il desiderio recondito sito in oguno di noi: La politica come missione, come servizio reso tramite le proprie capacità al bene della nazione. Retorica? NO, perchè nella retorica spesso sono insite le verità più VERE e proprio perchè le si definisce retorica vengono accantonate… Verità scomode, ma la quale osservanza è quantomai necessaria per smetterla con questi privilegi che calpestano la dignità dei cittadini italiani.

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Qualcosa di Sinistra

25 commenti

  1. NON POSSONO CLICCARE…MI PIACE! CON IL PRIMO DI LUGLIO AVRO’ LA PENSIONE……………..E SONO CAZZI AMARI!!!!!!!!!!!ZIO CAN!

  2. queste vergogne andrebbero valutate con un referendum, no con i soliti sistemi, che sono quelli della disinformazione

  3. Franca Farina attraverso Facebook

    allora dovranno risarcire tante ma tante persone…. per trattamento palesemente diseguale tra cittadini italiani, è anticostituzionale. Tra le altre cose io lavoro, oggi la maggioranza è andata sotto perchè molti, dei loro, non si sono presentati al lavoro. Esattamente, cosa li paghiamo a fare?

  4. …così come la legge non è uguale x tutti!!! Siamo in Italia!!!

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