Quella che i giornali avevano annunciato in pompa magna come la rottura tra Vendola e Pisapia si è rivelata essere poco meno di una scucitura. Ma chi ha montato sui giornali la polemica sulle parole di Vendola, che là per là pochi ci avevano fatto caso? Un esponente di un tal partito che, mentre noi festeggiavamo in piazza, nelle segrete stanze...

Sciacalli con Vendola, Civette con Pisapia

E’ vero, il discorso di Nichi Vendola in piazza Duomo lunedì scorso ha stonato: non tanto per i discorsi sulla fratellanza con i rom, con i musulmani, ma per un presunto accaparramento di vittoria altrui. Ha fatto storcere parecchi nasi quindi il governatore pugliese, ma sinceramente non ci ho visto nulla più di un semplice discorso passionale, urlato a una piazza festante ed esultante. Certo, emerge che il buon Nichi è fin troppo sanguigno e che poteva evitare questa caduta di stile, ma nulla di più di un semplice discorso urlato. Certo è che Vendola ha usato il risultato milanese (e velatamente quello napoletano, anche se la sua SEL era con il cavallo sbagliato) per rilanciare le primarie di coalizione e il suo ruolo in vista del 2013 e questo ha fatto parecchio storcere il naso a Pisapia, ma i veri avvoltoi sono altri.

Mentre Milano si riversava entusiasta in Duomo e lo riempiva per la terza volta in due settimane e mezzo, e mentre Vendola sproloquiava, la dirigenza del PD era già nelle segrete stanze per capire come riempire le mille poltrone a loro disposizione, capitate come una manna dal cielo, visto che non si occupavano più di queste spartizioni dal lontano 2004 e non si erano mai trovati a farlo per le enormi fette di potere che il Comune di Milano possiede. La questione del vice-sindaco sta appassionando i giornali, citando nomi e personalità a caso, spesso a loro stessa insaputa (ma dopo Scajola tutto è possibile…) ma è praticamente certo che il posto vada a un esponente democrats, specie per il risultato ottenuto. La questione è però spinosa visto che Pisapia, che non intende far patti proprio con nessuno, ha puntualmente e prontamente annunciato che il suo vice sarà donna, e non a caso i giornalai nostrani si sono fiondati specialmente nell’area moderata e cattolica del PD per cercare il nome. Pare però che Letizia Moratti difficilmente potrebbe lasciare il posto di commissario straordinario per l’Expo, che nel gioco delle poltrone per gli assessorati doveva toccare a Stefano Boeri. Da qui quindi si è ventilata l’ipotesi di mettere l’archistar come vice sindaco che non direbbe di no.

Di Boeri abbiamo già apprezzato altrove l’impegno e la correttezza, ma il punto qui è cruciale: perché si è detto disponibile se il Sindaco si è espresso chiaramente almeno sull’orientamento? Perché darsi disponibili se la poltrona di vice, anche nel suo programma delle primarie, era un punto quasi d’onore?

A Milano l’aria che si respirava nelle settimane prima del voto era diversa: gente entusiasta che si riversava in iniziative spontanee e organizzate con uno spirito mai visto prima, gente che è tornata a interessarsi della cosa pubblica dopo anni di abominio e nulla cosmico a sinistra (Penati 2009 – 2010).

Penati appunto: tramite le pagine dell’house organ del suo partito, affaritaliani.it ha attaccato Vendola sulla sua sbrodolata in Duomo, ma puntellando continuamente la dichiarazione con i meriti del suo partito, incentrando il discorso sui meriti dei milanesi tutti e del SUO partito, che passerà a batter cassa. Una cosa a questi figuri la voglio dire: ho stima e rispetto per molti militanti del PD che ci hanno messo l’anima in questa campagna, un po’ meno per molti dei consiglieri eletti, troppo impegnati alla loro immagine e alle loro preferenze per occuparsi dell’importanza della sfida. Io come tanti altri ho fatto campagna facendo rinunce, rispondendo al motto “sangue e merda” che contraddistingue la politica.

La vittoria è merito di gente come noi, che si è riversata con entusiasmo dopo anni di nulla, e una cosa vogliamo dirla: non permetteremo a nessuno, Vendola o Penati che siano, di sporcare la cosa più bella capitata da molti anni a questa parte.

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Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

74 commenti

  1. Signor Giovanni Palumbi,
    Massimo Sacchi non fa parte dello staff EB.IT. Quanto a lei, faccia quel che gli pare e piace. Ignoravamo la sua esistenza fino a mezz’ora fa, saremo ancora più felici di ignorarla fra mezz’ora. EB.IT STAFF

  2. signor Palumbi la ringrazio x il suo atteggiamento!!!!!!!!!!!

  3. A onor del vero, da quando ha fatto la sua comparsa su questa pagina ci ha accusati, senza conoscere EB.IT e il nostro lavoro:
    1) di non essere di Sinistra;
    2) di usurpare il nome di Enrico Berlinguer;
    3) di essere dei millantatori;
    Per non parlare delle patetiche minacce di avvertire la famiglia (dimostrando di non aver ben capito come funziona una fanpage su fb legata ad un sito web). Ripetiamo: contatti Marco Berlinguer, vive a Barcellona, ma ha un profilo fb: può benissimo chiedergli cosa ne pensa di EB.IT – Il Primo Sito web su Enrico Berlinguer. Saluti, EB.IT STAFF

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