Cacciare la Moratti: istruzioni per l’uso

Mancano poche ore all’apertura dei seggi elettorali. Ed è fondamentale non solo andare a votare, ma farlo con intelligenza. Questa guida “Cacciare la Moratti” in realtà va benissimo con qualsiasi altro impresentabile candidato sindaco, perché queste poche norme FONDAMENTALI di comportamento al voto possono benissimo essere applicate ad ogni competizione elettorale in qualsiasi parte d’Italia. Ma oramai tutti avranno capito quanto è fondamentale non solo andare al ballottaggio, ma vincere Milano, strappandola dopo 17 anni al centrodestra. Anzitutto, ecco il link al facsimile della scheda elettorale.

 

VOTARE GIULIANO PISAPIA SINDACO

L’uomo può piacere o non piacere (chi segue il blog sa benissimo che il sottoscritto, pur avendolo votato alle primarie, ci aveva litigato), ma è l’unica alternativa possibile per scalzare la Moratti e dare uno smacco storico a Berlusconi. Milano è il simbolo del Berlusconismo: se conquistiamo Milano, mettiamo fine al suo potere (almeno politico, per l’influenza culturale dovremo fare un lavoro di anni).

Quindi anche chi, per insanabili contrasti di principio, Pisapia proprio non volesse votarlo e magari ha pensato di votare Mattia Calise, candidato sindaco del Mov.5 Stelle, mi limito a dire che può benissimo far andare Mattia in Consiglio Comunale, pur votando per Pisapia sindaco. Come? E’ semplice, basta che la sua lista prenda almeno il 3% dei consensi (e non dovrebbe essere difficile) e automaticamente il candidato sindaco viene eletto assieme agli altri consiglieri della sua lista. Poiché lo stesso Calise ha dichiarato giusto ieri che il loro obiettivo non è la poltrona di Sindaco, ma portare cittadini a 5 stelle in Comune, si può benissimo conciliare questa loro aspirazione votando per Pisapia Sindaco, grazie al voto disgiunto.

VOTARE LA LISTA

Proprio perché c’è il voto disgiunto, potete anche sostenere una lista che non sostiene Pisapia (come il Movimento 5 Stelle o il Terzo Polo), ma l’importante è (per evitare che qualche manina faccia X in un secondo momento) FARE LA CROCE SOPRA IL SIMBOLO DELLA LISTA, qualunque essa sia.

ESPRIMERE LA PREFERENZA

Non dovete limitarvi a mettere la croce sulla lista. Dovete anche esprimere la preferenza. “Ma come, non so chi votare!”, bhè, informatevi, esiste la Rete, usatela non solo per il meteo o facebook.

Esprimendo la preferenza, inconsapevolmente, date un grande contributo nella lotta alle mafie (a Milano ‘ndrangheta).

In un Comune, infatti, dove nessuno esprime la preferenza, ma vota solo la lista, bastano pochissimi voti (anche solo 13, come è successo in alcuni comuni) per diventare consiglieri comunali; in un Comune del genere le Mafie hanno gioco facile a far eleggere i propri rappresentanti, grazie ai pacchetti di voti che controllano sul territorio.

In un Comune dove invece tutti ESPRIMONO LA PREFERENZA, i pacchetti di voti della mafie influiscono, sì, ma molto meno, perché non godono dell’apporto “gratis” dei voti non espressi che vengono ripartiti nella lista. Insomma, esprimere la preferenza ha anche una funzione antimafia di tutto rispetto, nonostante, appunto, i pacchetti di voti delle mafie che condizionano pesantemente la gara elettorale.

 

VOTARE PERSONE PERBENE, MA ANCHE CON GLI ATTRIBUTI

Chi il problema della preferenza non ce l’ha, magari penserà di votare bene votando una persona perbene e basta. E invece sbaglia. Non deve votare solo una persona perbene, ma anche una persona che sappia reagire al momento giusto, che abbia gli “attributi”: uno che, nella malaugurata ipotesi in cui si vada all’opposizione, metta i bastoni tra le ruote costantemente all’amministrazione. Votare per una persona perbene e basta non serve a nulla: ci vogliono dei combattenti, che facciano della Questione Morale il proprio vessillo e della comunicazione costante con i cittadini un imperativo (il candidato che si fa vivo solo ogni 5 anni è da escludere).

ADOTTARE UN INDECISO

Di sicuro conoscete qualcuno che è deluso, amareggiato, arrabbiato (per non dire un’altra parola più forte), che ha perso fiducia in tutto e in tutti, che gli fa schifo tutto e a votare non ci vuole andare, oppure voterà sempre per i soliti. Bhè, in quel caso, ricordategli le parole di Giacomo Ulivi, partigiano, assassinato dai nazisti in Piazza Grande a Modena, il 10 novembre 1944:

“No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere.”


E se magari questo indeciso ha anche la mia età, 20 anni, allora ricordategli le parole di Enrico Berlinguer:

Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.”

Se non è ancora convinto, allora ricordategli ciò che diceva ai giovani Sandro Pertini:

“Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vogliono due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà, l’onestà, l’onestà. E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo; se c’è qualcuno che dà scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato.”

Perché il voto di domani e di lunedì è un voto a difesa della Repubblica e della Democrazia. Certo, ci vuole molto coraggio per andare a votare per chi non ha più alcuna fiducia nelle istituzioni: ma il voto è l’ultima cosa che ci è rimasta.

DIFFONDERE QUESTA GUIDA

Più cittadini ed elettori consapevoli ci saranno, più facile sarà:

1) Mandare a casa la Moratti (e Berlusconi);

2) Contrastare l’infiltrazione nei comuni delle mafie;

3) Riportare tutto il popolo della Sinistra a votare compatto alle elezioni.

 

Lo so, è difficile. Ma non sarei tranquillo con la mia coscienza se non provassi almeno a me stesso di aver fatto tutto quello che era umanamente possibile nelle mie esigue e insignificanti forze per provare a combattere i corrotti, i prepotenti, gli arroganti, i delinquenti che ci governano.

DOMENICA E LUNEDI’ VOTIAMOLI VIA! ANDIAMO A VOTARE!

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro “Casa per Casa, Strada per Strada”. Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

62 commenti

  1. sarebbe bello vedere che la gente si sveglia e cambia…

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