A Palermo la Curia nega la veglia per le vittime dell'omofobia. Il motivo? Una Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali" dell'1/10/1986, firmata da Joseph Ratzinger e autorizzata da Papa Wojtyla, dove si invita il clero a curare l'omosessualità con ogni mezzo e a negargli i luoghi di culto

Vietata la Veglia per le vittime dell’omofobia. E’ contro natura

Sono profondamente scosso e indignato, quindi ripubblico qui, affinché abbia il maggior risalto possibile, questa profonda vergogna che vede ancora protagonista il clero e le sue alte gerarchie. A Palermo, per il 12 maggio, nella Chiesa di Santa Lucia a Palermo, era in programma una veglia per le vittime dell’omofobia. La Curia di Palermo, non appena è venuta a sapere della cosa, ha imposto al parroco della Chiesa di annullare la veglia. Ecco qui il comunicato del 4 maggio di Padre Luigi:

“Veglia in ricordo delle vittime dell’omofobia” Comunicato del 4 Maggio 2011
La Curia di Palermo, venuta a conoscenza dell’iniziativa, mi ha invitato al pieno rispetto delle norme date dalla Santa S. al n. 17 del documento ”Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali” dell’1/10/1986. Quindi mi è stato chiesto di annullare l’incontro di preghiera del giorno 12 p.v. nella parrocchia di Santa Lucia ed indicato nella locandina sotto riportata. padre Luigi        (http://www.parrocchiasantaluciapa.it/)

Dando un occhio alla data e alle parole (cura pastorale?), possiamo ben capire sotto quale pontificato è stata scritta. Ecco qui l’estratto della lettera:

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17. Offrendo all’attenzione dei Vescovi tali chiarificazioni e orientamenti pastorali, questa Congregazione desidera aiutare i loro sforzi volti ad assicurare che l’insegnamento del Signore e della sua Chiesa su questo importante tema sia trasmesso a tutti i fedeli in modo integro.

Alla luce di quanto ora esposto, gli Ordinari del luogo sono invitati a valutare, nell’ambito della loro competenza, la necessità di particolari interventi. Inoltre, se ritenuto utile, si potrà ricorrere ad una ulteriore azione coordinata a livello delle conferenze episcopali nazionali.

In particolare i Vescovi si premureranno di sostenere con i mezzi a loro disposizione lo sviluppo di forme specializzate di cura pastorale per persone omosessuali. Ciò potrebbe includere la collaborazione delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche, sempre mantenendosi in piena fedeltà alla dottrina della Chiesa.

Soprattutto i Vescovi non mancheranno di sollecitare la collaborazione di tutti i teologi cattolici, i quali, insegnando ciò che la Chiesa insegna e approfondendo con le loro riflessioni il significato autentico della sessualità umana e del matrimonio cristiano nel piano divino, nonché delle virtù che esso comporta, potranno così offrire un valido aiuto in questo campo specifico dell’attività pastorale.

Particolare attenzione dovranno quindi avere i Vescovi nella scelta dei ministri incaricati di questo delicato compito, in modo che essi, per la loro fedeltà al Magistero e per il loro elevato grado di maturità spirituale e psicologica, possano essere di reale aiuto alle persone omosessuali, per il conseguimento del loro bene integrale. Tali ministri respingeranno le opinioni teologiche che sono contrarie all’insegnamento della Chiesa e che quindi non possono servire da direttive in campo pastorale.

Inoltre sarà conveniente promuovere appropriati programmi di catechesi, fondati sulla verità riguardante la sessualità umana, nella sua relazione con la vita della famiglia, così come è insegnata dalla Chiesa. Tali programmi forniscono infatti un ottimo contesto, all’interno del quale può essere trattata anche la questione dell’omosessualità.

Questa catechesi potrà aiutare anche quelle famiglie, in cui si trovano persone omosessuali, nell’affrontare un problema che le tocca così profondamente.

Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei suoi confronti, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso può dare origine a gravi fraintendimenti. Speciale attenzione dovrebbe essere rivolta alla pratica della programmazione di celebrazioni religiose e all’uso di edifici appartenenti alla Chiesa da parte di questi gruppi, compresa la possibilità di disporre delle scuole e degli istituti cattolici di studi superiori. A qualcuno tale permesso di far uso di una proprietà della Chiesa può sembrare solo un gesto di giustizia e di carità, ma in realtà esso è in contraddizione con gli scopi stessi per i quali queste istituzioni sono state fondate, e può essere fonte di malintesi e di scandalo.

Nel valutare eventuali progetti legislativi, si dovrà porre in primo piano l’impegno a difendere e promuovere la vita della famiglia.

18. Il Signore Gesù ha detto: “Voi conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8, 32). La Scrittura ci comanda di fare la verità nella carità (cf Ef 4, 15).

Dio che è insieme verità e amore chiama la Chiesa a mettersi al servizio di ogni uomo, donna e bambino con la sollecitudine pastorale del nostro Signore misericordioso.

In questo spirito la Congregazione per la Dottrina della Fede ha rivolto questa Lettera a voi, Vescovi della Chiesa, con la speranza che vi sia di aiuto nella cura pastorale di persone, le cui sofferenze possono solo essere aggravate da dottrine errate e alleviate invece dalla parola della verità.

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza accordata al sottoscritto Prefetto, ha approvato la presente Lettera, decisa nella riunione ordinaria di questa Congregazione e ne ha ordinato la pubblicazione.

Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 1° ottobre 1986. 

JOSEPH Card. RATZINGERPrefetto  ALBERTO BOVONE
Arc. tit. di Cesarea di Numidia
Segretario

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E ora quelli che si dicono di Sinistra e che osannano Wojtyla si facciano avanti a dire che Enrico Berlinguer avrebbe approvato questa cosa e che siamo noi a doverci vergognare. Non frequentino più questo sito e si cancellino pure dalla pagina facebook: noi, con dei delinquenti imbecilli, non vogliamo averci nulla a che fare.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

77 commenti

  1. Vivremo mai in una società di persone libere dove ciascuno possa esprimersi liberamente e senza condizionamenti? Io penso che per me resterà un sogno!!!!!

  2. Pieno rispetto da parte mia per i gay, ma per il resto caro Farina quando ti sarai messo contro tutto il mondo e avrai odiato tutti…. con chi te la prenderai?

  3. Il mio non è odio, Bonini, è indignazione. Cosa che vuoi pseudo-reazionari in ghette e maniche di camicia non sapete manco cosa sia, a meno che non intendiate per indignazione quella contro i sessantenni che non mollano la poltrona a voi quarantenni, che dalla vostra avete solo l’età, perché per il resto siete peggio di quelli che vorreste sostituire.
    “Pieno rispetto”? E allora dimmi, qual è il problema dell’articolo? So che vi rode che ora abbiamo 30.000 lettori stabili al giorno. Rode soprattutto a chi, dopo avermene dette di ogni, pretende pure di salutarmi quando viene a farsi raccomandare nei corridoi della mia facoltà. E, offeso, mi blocca su fb.
    E comunque, come ha ben detto Rastelli: “Quando sarai imperatore del male e ti sarai messo tutto il mondo contro e avrai odiato tutti, avrai il cortile di casa infestato di 24 navy seal che ti faranno fuori. Che domande.” Amen.

  4. Giorgio Pittella

    caro Alessandro, a noi non ce ne frega una beneamata mazza delle considerazioni che hai su Pierpaolo Farina. Sei pregato, e vale per chiunque, di commentare nel merito dell’articolo. Chiunque voglia mandare a cagare qualche altro, può certamente farlo nei luoghi più appropriati. Saluti

  5. mi meraviglia non poco questo divieto, l’Amore dove è finito, e poi si è sempre detto che si deve condannare il peccato, mai il peccatore, ma qui non vedo nè peccato, nè peccatore, quindi mi sembra una cosa assolutamente incongruente, E poi vietare una veglie di Preghiera che senso ha?

  6. Alessandra Trassinelli via Facebook

    Mi onora il fatto di essere atea …preti bastardi pedofili

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