"I baci gay sono ostentati e infastidiscono" secondo il sottosegretario per le politiche alla famiglia, incapace di pensare ad un'idea più aperta e ampia delle unioni familiari

Giovanardi continua la Crociata: “il bacio gay infastidisce”

Dopo la sparata secondo cui le pensioni degli omosessuali siano pagate dagli etero (http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=3105), come se agli uni e agli altri spettino voci di finanziamento differenziate, Giovanardi tenta ancora disperatamente di ritagliarsi un margine nella scena politica italiana e così, dopo pochissimi giorni dalla scorsa invettiva, ecco che il sottosegretario con delega alle politiche per la famiglia non si fa sfuggire l’occasione di dire nuovamente la sua sul tema, sempre dai microfoni di Radio24 «Un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce. Se due uomini vogliono prodursi in effusioni come un lungo bacio in bocca, che lo facciano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze».

Eppure di uguaglianza e di diritti civile se ne parla da sempre, ne abbiamo parlato nelle nostre pagine (http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=2505 prima e http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=2609 poi) ma, naturalmente, molto più se n’è parlato in altri ambiti. Cos’è che fa paura a parte della società? Cos’è che non riesce ad accettare, a tollerare nell’idea estesa di famiglia, non più solo legata alla sacra unione tra uomo e donna, ma semplicemente alla stabilità di una coppia legata da legami affettivi? Perché il diverso fa così paura? Si parla sempre del diverso come qualcosa da combattere, mai da integrare, a partire dagli immigrati fino ad arrivare agli omosessuali. “Il diverso non sa vivere secondo i nostri costumi, non è degno e, in ogni caso la sua scelta di vita è una vita triste” Ebbene, miei cari, ho visto anche degli zingari felici..

Esattamente dopo 10 anni da quando questa frase divenne il titolo di uno dei dischi di un grande cantautore, l’Italia (prima in Europa grazie all’Interparlamentare Donne Comuniste e all’Arcigay) aveva la sua prima proposta di legge sul tema omosessuale, naturalmente mai calendarizzata ma -tuttavia- fummo i primi, oggi la nostra posizione è chiaramente (e tristemente) delineata dalla mappa qui a lato (in blu i Paesi in cui si parla di matrimoni
omosessuali, in azzurro quelli in cui sono legittime le Unioni Civili, in
arancio i Paesi in cui la discussione è aperta, in grigio quelli in cui non se
ne parla affatto).

Solo successivamente è intervenuta l’Unione Europea, nel 1994, emanando la “Risoluzione per la parità dei diritti degli omosessuali nella comunità europea” ma, come gran parte degli atti non strettamente vincolanti dell’Unione, è rimasta per molti solo una carta di poco valore pratico.
In Italia se ne tornò a parlare solamente durante il Governo Prodi II con i DICO, basati fondamentalmente sull’esempio dei PACS francesi e, quindi, utilizzabili da due conviventi maggiorenni, indipendentemente dal loro sesso. Bagnasco, nel suo male interpretare le esigenze della società italiana, ebbe semplicemente a dire “Se l’unico criterio diventa quello dell’opinione generale perché dire no, oggi a forme di convivenza stabile alternative alla famiglia, ma domani alla legalizzazione dell’incesto o della pedofilia tra persone consenzienti?”, ma altre magnifiche critiche sono leggibili direttamente in rete (http://it.wikipedia.org/wiki/DICO#le_critiche). Cosa è stato di quella proposta di legge? spazzata da zero e dintorni.

Vecchia piccola borghesia, ti porti ancora appresso le tue catene.
..Ma un giorno, forse, molto presumibilmente, il vento ti spazzerà via.

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