La Censura ai tempi di B.

di Fisicaro Orazio Riccardo, inviato tramite il modulo “Qualcosa di Sinistra dilla tu!”, qualcosadisinistra@enricoberlinguer.it

L’articolo 21 della Costituzione dice nei primi due commi: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Queste due norme sanciscono le linee guida del Diritto di Cronaca. Diritto di cui gode chiunque voglia pubblicare le proprie idee in un qualsiasi scritto, sia esso un quotidiano, un libro, un opera teatrale, un film, e anche un discorso pubblico, e perfino un commento su un social network.

Confine tra diffamazione e Diritto di cronaca è davvero sottile e avvolte il Giornalista che esprime le sue opinioni è “trascinato” in tribunale dal soggetto o dall’ente attaccato.

In Italia invece il Diritto di Cronaca è un concetto ampio perché la censura negli ultimi anni ha controllato indistintamente e tagliato molte scene di film che (giustamente in questo caso) avrebbero occultato la sensibilità dei telespettatori, nel caso di Smallville, Buffy, nei quali molte scene erano troppo “cruente” per la fascia d’orario nei quali erano trasmessi in TV. Tutt’altro discorso invece per “Il Caimano” di Nanni Moretti, la cui censura fu ordinata dal Consiglio dei Ministri perché metteva in cattiva luce Il Presidente del Consiglio: cose da Regime Fascista.

La censura però non è nata nel 2000, tantomeno nel ventennio fascista, ma abbiamo la sua comparsa già nel Concilio di Trento (1545-1563) dove vennero messi all’indice dall’assemblea dei Vescovi alcuni libri che seguivano il modello luterano o che non erano conformi con i testi sacri della religione cattolica, per evitarne la diffusione nel tempo e nei vari stati. Però la medesima cosa sta avvenendo nel 2011, e non mi riferisco alle trasmissioni a sfondo politico, ma all’indice dei libri proibiti che verrà a breve stilato dal Consiglio dei Ministri, che reputa “comunisti” alcuni libri, e ne ordinerà la censura per evitare che i giovani che leggono i libri potrebbero essere “inculcati” da quelle idee. Alla faccia della libertà di stampa, delle pari opportunità, del diritto di istruzione e chi più ne ha più ne metta! Personalmente credo che è impossibile che una commissione possa reputare inadatto alla libera lettura un libro, perché ogni individuo deve essere libero di leggere ciò che vuole e di istruirsi liberamente. E poi, dei libri che sono considerati comunisti, non verrebbero riabilitati nel momento in cui a governare sarà un esponente di sinistra? E ancora, con quale “autorità” questi esponenti del liberalismo e del neofascismo possono imporre le loro idee sui concetti dei teorici del comunismo? Non c’era la libertà di espressione? E poi ancora, non sarà questo uno strumento nelle mani del Presidente del Consiglio, nonché titolare della casa editrice “Mondadori” per eliminare la concorrenza?

È vero che anni fa furono censurati i diari di Mussolini, ma solamente perché si pensava che i questi scritti del Duce fossero stati falsificati e quindi se ne contestava l’originalità. Nel marzo 2011 è stato scoperto che gran parte dei diari di Mussolini (tra l’altro pubblicati a capitoli nel settimanale “Libero”) non è autentica.

Non vale più il motto dei nostri professori di lettere “leggete quel che volete, ma leggete!”?

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Qualcosa di Sinistra

15 commenti

  1. Michele Catinella via Facebook

    ma ormai è un ritardato mentale che vive nel mondo dei sogni convinto che la gente lo ami ancora

  2. Michele Catinella via Facebook

    ma forse sà di essere un malato di mente ed è per questo che cerca di far rimbambire la gente per farla diventare come lui,siamo messi proprio male

  3. Fausto Rossi via Facebook

    Anche la russa e gasparri possono manifestare liberamente il loro pensiero, anche se per loro è uno sforzo incredibile!

  4. sta facendo tanti di quei danni ,ha raggione crozza ormai non sentiamo piu niente

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