Una mattina mi son svegliato

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.

25 luglio 1943. L’Italia è dilaniata dalla guerra, sottoposta costantemente ai bombardamenti alleati. L’Italia guidata da Mussolini è in guerra da circa tre anni e la popolazione paga col sangue la scelta scellerata del suo duce. La notte di quel 25 luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascimo vota un Ordine del Giorno, l’ordine del giorno Grandi, che esautora Benito Mussolini da ogni potere. E’ la fine del fascismo, il Duce si reca a colloquio da re Vittorio Emanuele III, che lo fa arrestare e viene condotto a Campo Imperatore. L’Italia però continua la guerra a fianco dell’Asse, ma con l’arrivo delle truppe alleate nel sud nel paese, il Maresciallo comincia a trattare segretamente la resa.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

L’8 settembre 1943 Badoglio firma la resa con gli alleati, uscendo di fatto dalla guerra da alleato tedesco. I soldati italiani sono allo sbando, privi di ordini da eseguire, non consapevoli del fatto che i militari con cui erano al fronte, da un momento all’altro, li avrebbero arrestati, trucidati, portati nei campi di sterminio. Hitler ordina la rapida invasione della penisola italiana. Vittorio Emanuele III fa appena in tempo a fuggire da Roma, brevemente occupata dai nazisti. A Porta San Paolo, i Granatieri di Sardegna, che rifiutarono di farsi disarmare dai tedeschi il giorno prima, il 10 settembre diedero luogo a violenti scontri contro gli invasori nazisti, coadiuvati dalla popolazione civile. I fatti di Porta San Paolo sono chiari, l’Italia è in guerra contro Hitler, inizia la Resistenza.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

Dopo l’armistizio di Cassibile e dopo la rapida invasione tedesca in Italia, si formano le prime brigate partigiane, che si raccolgono attorno al CLN. Le azioni svolte dai partigiani sono di retrovia, come far saltare un ponte durante il passaggio delle truppe tedesche o imboscate durante gli spostamenti. Il 23 marzo 1944 un gruppo di gappisti, su ordine impartito da Giorgio Amendola, attacca un reparto di occupazione tedesca l’11ª compagnia del III battaglione dello SS Polizei Regiment Bozen in una vera imboscata in Via Rasella a Roma, causando la morte di 33 SS. La rappresaglia tedesca fu spietata, il comandante della polizia tedesca a  Roma, Herbert Kappler, fece rastrellare dalle proprie case 335 civili romani, condotti in una cava di pietra, le Fosse Ardeatine, a sud della Capitale, e le fucilò, facendo saltare la volta della cava. Nel corso dell’anno seguiranno altre stragi contro i civili italiani da parte dell occupante tedesco, come l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto, sotto la regia del feldmaresciallo Albert Kesselring.

Mi seppellirai (Mi porterai) lassù in (sulla) montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Mi seppellirai(Mi porterai) lassù in (sulla) montagna
all’ombra di un bel fior.

Il 19 aprile 1945, mentre gli alleati sfondano nella Valle del Po, il Cln ordina l’insurrezione generale. I partigiani scendono dalle montagne e occupano i centri urbani del nord Italia, occupano fabbriche e caserme. Il 25 aprile molte città italiane vengono liberate dai partigiani, mentre il 27 aprile il duce, in fuga verso la Svizzera, viene arrestato dai partigiani e il giorno seguente viene fucilato. Il suo corpo viene appeso a testa in giù in Piazzale Loreto a Milano, esibito al pubblico ludibrio della città liberata e dei suoi cittadini, che infieriscono sul cadavere per ore. Otto mesi prima avevano fatto lo stesso i nazisti, lasciando a mo’ d’esempio sulla piazza meneghina i cadaveri di 15 partigiani.

E (Tutte) le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E (Tutte) le genti che passeranno
Ti diranno «Che bel fior!»

Il 29 aprile la Resistenza ebbe formalmente termine, con la resa incondizionata dei vertici militari tedeschi; i partigiani prendono pieni poteri civili e militari. L’Italia è liberata.

È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!

 

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Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

22 commenti

  1. Di liberta’ ce ne hanno gia’ levato una buona parte anche se nn sembra,analizzate bene tutto e vi renderete conto che e’ cosi.(dal vangelo secondo Silvio ai fessi che li votano)

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