Berlusconi, a Milano per sostenere Letizia Moratti che arranca nei sondaggi, rispolvera tutto il repertorio degli attacchi alla magistratura, alle istituzioni, alle opposizioni. E ribadisce: "abbiamo introdotto una nuova moralità della politica." Sì, quella del bunga bunga.

Delirio berlusconiano a Milano

Tante balle. E un lapsus freudiano (Oltre 2.100 udienze a cui qualche volta ho partecipato. E dove c’erano sempre i miei giudici pagati ovviamente da me). Per il resto, il solito disco rotto. Con qualche novità, ovvero che “Bettino Craxi fu costretto a morire in terra straniera.” Come se, quella decina d’anni accumulati in Cassazione e quella ventina tra primo e secondo grado, fossero una bazzecola. Del resto, alla platea del Teatro Nuovo di Milano che lo acclamava, dubito ci fosse qualcuno che la Storia la conosce per quella com’é e non per come la descrive Berlusconi, la cui prima condanna risale al 1990, ovvero quando fu condannato per falsa testimonianza sull’iscrizione alla P2 (ma una provvidenziale amnistia varata dal pentapartito lo salvò dalla galera).

Il premier, inoltre, si è vantato anche di aver impedito che Carlo De Benedetti, tessera numero uno del PD, si impossessasse della Mondadori: peccato che per farlo abbia corrotto un giudice con una mazzetta da 420 milioni di lire, perché la Mondadori, come ha stabilito la Cassazione, spettava all’Ingegnere e non al Cavaliere. E che al primo toccava un maxi-risarcimento in sede civile, che due anni fa il giudice civile Raimondo Mesiano (quello dai calzini blu) quantificò in 750 milioni di euro. Manganellamenti mediatici a parte, che continuano tutt’ora, si ricorda alla folla festante che ai tempi in cui rubò, come stabilisce la sentenza di Cassazione, la Mondadori a De Benedetti, il PD non esistesse (c’era ancora il PCI che si avviava a divenire Pds), Berlusconi non fosse in politica, ma la finanziasse illecitamente (cfr Sentenza All Iberian dei 23 miliardi di lire versati a Craxi).

Lasciando perdere i soliti attacchi triti e ritriti alla Corte Costituzionale e i deliri di onnipotenza (sessuale) che ha vantato di fronte alla platea (Quelli che dicono che io sono l’uomo più potente d’Italia dicono una bugia. A meno che non si riferiscano ad altre potenze), è sulla moralità nuova che decisamente il Cavaliere ha oltrepassato il segno: non solo ha dichiarato che la Destra non ruba, ma mantiene anche gli impegni. E questa sarebbe la nuova moralità? Posto che non è vera nè la prima nè la seconda affermazione, la nuova moralità è quella della corruzione, del malaffare, della compravendita parlamentare, del bunga bunga, delle soubrette candidate in liste blindate e pagate con i soldi pubblici per fare lavoretti privati in certe feste arcoriane? Oppure è quella della P2, della P3, della mafia, della ‘ndrangheta, della camorra, della rete di spionaggio da lui messa in piedi dal 2001 al 2006 contro i suoi avversari (politici, magistrati, giornalisti, cittadini qualunque)? O del conflitto di interessi permanente, dello Stato piegato ai suoi interessi personali e a quelli dei suoi amici? Questa è la moralità nuova?

Sarà che sono all’antica, ma preferisco la moralità di persone come Berlinguer, Pertini, Moro, Sylos Labini, Biagi, Bobbio e tutti gli altri Grandi Vecchi, che ora non ci sono più: quella di Craxi e Berlusconi, che non a caso i Grandi Vecchi li hanno sempre combattuti, più che una nuova moralità, è solo l’ultimo capitolo di una grande indecenza: la mutazione del PSI da partito di sinistra a partito populista-affarista, mutazione impressa, come sappiamo (e come rivelano le sentenze della Cassazione) con i soldi della P2 di Licio Gelli. Il quale, commentando gli ultimi giorni, ha dichiarato: “Oggi la P2 non avrebbe ragione di esistere: l’attuale PCI, il PD, non fa più paura a nessuno, l’abbiamo normalizzato.” Ecco, forse proprio qui sta il problema.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

25 commenti

  1. il vero scandalo non è lui è la gente che lo applaudiva

  2. Schifiamoli calpestiamoli umiliamoli torniamo alla disobbedienza incivile ogni istante che passa sono sempre più indegni di noi

  3. macchè…l’erba cattiva non muore maiiiiiiiiiiiii

  4. la mia moralità non l ho percepita dai politici ne di desta ne di sinistra….. ma il mio maestro è stao mio padre grande uomo di alti valori ,ex partigano e grande comunista. ma dove sono ormai queste persone nemmeno tra 5o anni ne rivedremmo uno con questi ideali !!!!!!

  5. non conosco maurizio la penso tatalmente come lui dobbiamo solo, agire e raccogliere piu consensi possibili….

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