Alla luce della tragedia giapponese il Governo italiano non cambia la sua linea nei confronti di una tecnologia OBSOLETA e SCONVENIENTE. AL REFERENDUM DI GIUGNO VOTA E FAI VOTARE SI' CONTRO IL NUCLEARE!

Analisi sull’inutilità e sull’eccessivo costo del Nucleare italiano

Mi rendo conto di come questo articolo sia parecchio lungo, ma l’argomento mi tocca profondamente, per comodità di lettura l’ho diviso in paragrafi, quelli più interessanti e che credo non ammettano repliche (utili spunti di riflessione per chi è a favore del nucleare, utili armi per chi è contro) sono quelli sui costi e sulle scorie (il 4 e il 5) nonché il breve epilogo. Buona lettura e scusate la prolissità.

 

1)      SULL’UTILITÀ DELLE TRAGEDIE

Le tragedie non accadono mai senza uno scopo. Non prendetemi per un cinico, ma la questione sta davvero in questi termini. Se le torri gemelle ci han mostrato la debolezza del sistema di sicurezza americano, il crollo della casa dello studente la bassa qualità dei lavori svolti da alcuni (non da tutti) gli imprenditori italiani, l’esplosione di Viareggio la scarsa qualità della rete ferroviaria italiana, il disastro atomico di Fukushima ci mostra palesemente i pericoli del nucleare.

Quest’ultima tragedia non poteva che arrivare in un momento meno opportuno per il governo italiano, già alle prese con questioni spinose che ne rovinano l’immagine (i rapporti con Gheddafi e con le minorenni, ad esempio) e che ne riempiono l’agenda (una poco utile riforma della giustizia penale, quando la riforma più urgente, per via dei lunghi tempi, sarebbe da compiere in ambito civile).

2)      SUI REFERENDUM DI GIUGNO

Ci si è provato, ancora una volta, a vanificare un referendum abrogativo, separando, come sempre, la sua data di svolgimento dalla data delle elezioni amministrative di molte città, parlandone molto poco e non informando affatto i cittadini su come stanno le cose attualmente e cosa cambierebbe a seconda dell’esito referendario, eppure il disastro di Fukushima ha risvegliato le anime critiche che rischiano di far passare anche gli altri due referendum (uno contro il legittimo impedimento, l’altro contro la privatizzazione dell’acqua voluta dal partito di governo che, tuttavia, ha affisso in giro per Roma manifesti con la scritta “Per l’acqua pubblica”… C’è un po’ di confusione in casa PDL!).

Esattamente una settimana fa mi chiedevo se fosse il caso di iniziare una serie di articoli informativi sui referendum che si terranno a giugno, considerando la scarsa attenzione che veniva data nei media, ma, a quanto pare, il corso degli eventi ha pensato di sollevare la questione autonomamente e così ci si ritrova improvvisamente a parlare di sicurezza delle centrali nucleari in generale e, nello specifico, di reattori costruiti e messi in funzione nel nostro bel paese in cui non si è capaci di ammodernare una linea ferroviaria o, almeno, di separare la tratta merci dalla tratta passeggeri, un paese in cui le scuole cadono a pezzi (informatevi presso le consulte studentesche della vostra provincia delle iniziative che sicuramente stanno svolgendo sull’edilizia scolastica), un paese in cui non si stanziano fondi per il restauro dei beni culturali, un paese in cui, nei muri delle case dello studente, la quantità di sabbia è maggiore della quantità di cemento. Quello stesso cemento che è indispensabile nelle centrali nucleari come isolante (o, comunque, riduttore) per le radiazioni.

Sarà anche uno stereotipo quello dell’italianaccio imprenditore i cui soli interessi sono i propri affari personali, in puro stile liberal-borghese, eppure, per quanto scomodo ed antipatico, questo stereotipo non è così lontano dalla realtà.

3)      SULLE CONTRADDITTORIE DICHIARAZIONI DEL GOVERNO

Ci viene detto che la costruioni di centrali proterà lavoro ai lavoratori italiani e che non ci sono rischi SE i lavori saranno svolti correttamente. SE?? Quel se non deve esistere, inserite strette clausole sulla qualità dei lavori e sulla professionalità di industrie ed operai!

Ci viene risposto che la costruzione sarà affidata a ditte francesi. E allora dov’è il lavoro promesso agli italiani? Prima che si finiscano le costruzioni passeranno parecchi anni!

Ci viene detto che le statistiche presentano un numero di incidenti minori nelle centrali nucleari che in quelle limentate con combustibili fossili. Certo, ma vogliamo analizzare il numero di vite umane recise da una tragedia nucleare e di quelle rovinate dai postumi? Ancora oggi il mondo paga per le radiazioni di Chernobyl! Anche gli incidenti sugli aerei sono più rari di quelli su gomma, eppure nell’incidente di un autobus perdono la vita circa 50 persone, in un incidente aereo almeno il quadruplo!

4)      SULLE SCORIE

Aldilà degli eventuali problemi sulla costruzione, tralasciamoli per un momento e pensiamo che le centrali siano già costruite ed operanti, c’è un altro grosso problema che il nostro (il loro!) governo si è ben curato di non nominare: il problema scorie.

Qualche anno fa, circa 6-7 anni fa nella mia regione ci fu un’enorme mobilitazione di massa contro lo stoccaggio di scorie nucleari in una località turistica, era, ancora una volta, un governo Berlusconi.

Parlando con giovani favorevoli al nucleare sento ripetermi il loro accordo alle centrali ma non al deposito. Ma da qualche parte un deposito dovrà pur stare, e gli abitanti del sito rilevato come deposito si rivolteranno, così se ne sceglierà un altro e lì la stessa storia, a questo punto si avranno poche soluzioni:

a) coattivamente installare siti di stoccaggio (magari nascondendo ai cittadini la reale funzione di aree transennate)

b) lasciare la gestione delle scorie alle mafie locali

c) affidare la gestione all’estero

 

5)      SUI COSTI COMPLESSIVI

Sperando che si applichi la terza (che mi sembra la “meno peggio”), i costi appaiono sempre più alti

-Costi di costruzione: il governo ha stimato 3Mld di € per centrale (http://www.ecologiae.com/il-costo-del-nucleare-e-lo-scandalo-italiano/1900/) per quanto l’ENEA  (http://titano.sede.enea.it/Stampa/skin2col.php?page=eneaperdettagliofigli&id=127) ne abbia stimati 4,5

-Inizio lavori: previsti per il 2013 sono stimati (dall’ENEA) in 50 mesi, praticamente inizieranno a fine legislatura per far sì che il governo possa sbandierare l’avvio dell’attività e durare per l’intera prossima legislatura

-Costi di produzione dell’energia: un grammo di uranio costa più di 3.000€ e produce 24.000 kWh, ovvero 0,12€ per ogni kWh, il gas naturale costa al metro cubo meno di 0,4€ producendo 10Kwh, ovvero 0,04€ al kW (i prezzi del gas li ho arrotondati per eccesso, quelli dell’uranio per difetto) (http://it-scienza.confusenet.com/showthread.php?t=19714#post94677) ricapitolando per ogni kilowattora il nucleare costa più di 10 centesimi, il gas naturale meno della metà

-Stoccaggio dei rifiuti: partendo dal presupposto che non possiamo fare come altri paesi che potrebbero mandare (non so se lo fanno davvero, ma penso di sì) i rifiuti negli atolli inabitati del pacifico che fan parte del loro territorio, per evitare costi umani in termini di radiazioni o costi sociali in termini di rivoluzioni, conviene trasportare i rifiuti all’estero, stime precise non ce ne sono ma, contanto che per il trasporto dei rifiuti ORDINARI da Napoli fino in Germania paghiamo 400.000€ al giorno (http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_rifiuti_in_Campania#economia_del_problema) e che le scorie non sarebbero rifiuti ordinari direi almeno che il osto si assesterebbe a circa il doppio.

 

BREVE EPILOGO

Il totale fatelo voi, siamo ancora tanto convinti, dopo i dati presentati, che il nucleare sia, poi, così conveniente in Italia?

Una tecnologia che ERA il futuro (degli anni ’60), una tecnologia che ha costi umani enormi, nell’eventualità di un qualche anche minimo errore, una tecnologia che, anche priva di errori, ha i costi economici salatissimi che ho appena esposto?

 

E inoltre

a) Vivresti in una città con annessa centrale nucleare?

b) Ti fideresti davvero ciecamente del modo in cui verrebbero costruite le centrali in Italia, dove ancora non siamo capaci di ammodernare una linea ferroviaria? (prima che alla separazione delle carriere, pensiamo alla separazione delle linee ferroviarie: una per passeggeri l’altra per le merci, per evitare altri incendi a Viareggio)

c) Credi davvero che le scorie verranno smaltite in modo sicuro? (hai notato che il nostro governo non ha mai toccato l’argomento scorie nel parlare di nucleare?)

 

Se la maggioranza delle risposte a queste domande è no, forse è il caso di votare SI al referendum contro il nucleare, non trovi?

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Qualcosa di Sinistra

65 commenti

  1. @raimondo l’articolo si è volutamente conentrare solamente sui costi di produzione, per smontare uno dei punti forti delle affermazioni pro-nucleare, ovvero quello relativo ad una fantomatica riduzione dei costi per la produione di energia elettrica. Aggiungerei anche che, nele leggi di programmazione, il nucleare è stato inserito al secondo posto dopo le energie rinnovabili, così possiamo smontare anche chi dice che le rinnovabili non servono a nulla ( come possono affermarlo se le hanno preferite al nucleare?).
    era naturale, e hai fatto bene a precisarlo, che i costi non si fermano alla produzione ma, naturalmente, anche al processo di smaltimento delle scorie. (l’autore)

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