La Lega, in Lombardia, si alza e se ne va, mentre al Consiglio Regionale viene suonato l'Inno di Mameli. VERGOGNA!

La Lega Nord preferisce un caffè a Mameli

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
(art.5 della Costituzione della Repubblica Italiana)

 

Gli italiani meritano di essere rappresentati da chi non rispetta la nazione? Sicuramente no, e sono certo che molti di noi, quando vanno all’estero, si arrabbiano quando il classico stereotipo “italiani pizza-mafia-mandolino” viene pronunciato con forte accento tedesco (come successo ai mondiali del 2006) o più comunemente in Francia, atavica cugina d’oltralpe. Lo sfottò fra le diverse anime nazionali in fondo può anche starci, alzi la mano chi non ha mai definito ironicamente i tedeschi come “crucchi” o i francesci come “mangiabaguette”.

E’ però inconcepibile che i rappresentanti del popolo brucino idealmente la nostra bandiera: questo è quanto è successo a Milano oggi, durante una seduta del Consiglio Regionale lombardo. In data odierna, era prevista l’esecuzione dell’Inno di Mameli all’apertura della seduta del consiglio, in onore del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. I consiglieri della Lega Nord avevano preannunciato la loro uscita al momento dell’inno e, come poi si verrà a sapere, hanno trascorso il brevissimo tempo al bar, come riportato dalle foto del Corriere della Sera. L’unico leghista  presente in aula è il Presidente del Consiglio Regionale Boni, trattenuto dal suo ruolo istituzionale ma “idealmente fuori” ha poi dichiarato l’esponente del Carroccio, che ovviamente non ha recitato l’Inno come ha fatto la rientrante Nicole Minetti dopo l’affaire Ruby.

Per una volta , le reazioni dei partiti al di fuori della lega sono state bipartisan, con Romano La Russa che ha definito “chi non rende onore alla patria è un vigliacco e la sua esistenza è meschina” e Formigoni che dichiara:”70 secondi di Inno non hanno mai fatto male a nessuno.”

Scrivere un commento a questa notizia è superfluo, penso e spero che il lettore possa dedurre da sé eventuali miei apprezzamenti. Come unica impressione racconto un aneddoto: questa estate, dopo la partita Italia – Paraguay dei mondiali, ho avuto un rigetto fisico quando ho sentito la scandalosa telecronaca anti-italiana condotta su RadioPadania. Mi ero ripromesso di seguire la successiva armato di vuvuzela, maglietta azzurra e bandiera italiana via radio davanti alla sede leghista di Via Bellerio. Non lo feci, ma penso che questo giovedì sarà dura trattenermi dall’appendere un tricolore di fronte alla sede leghista. Anzi, lancio la proposta: ridiamo senso al tricolore, festeggiamo degnamente il 17 marzo: armatevi di bandiera tricolore e recatevi in Via Bellerio, Milano e attaccatela sui pali. Ricordiamo alla Lega chi rappresenta nel Parlamento della Repubblica Italiana, ricordiamo alla Lega chi rappresenta quando siede nei dicasteri del Governo della Repubblica Italiana.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=NGQKbVnpod0

 

 

 


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Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

27 commenti

  1. NON DIMENTICHIAMOCI CHE SONO STATI ELETTI!!!!!!!!!!
    DA CHI?
    NON LO SO, MA DI GENTE MISERA L’ITALIA è PIENA.
    PENSO SIA ORA DI PRENDERE LE DISTANZE DA LORO, SE NECESSARIO ANCHE CON LA GUERRA

  2. Bene..allora perché continuano a prendere stipendi favolosi dallo stato italiano? Che rinuncino ai benefici e poi possono anche crearsi uno stato tutto loro…ma fuori dalle scat oleosi…hanno rotto!

  3. Bene..allora perché continuano a prendere stipendi favolosi dallo stato italiano? Che rinuncino ai benefici e poi possono anche crearsi uno stato tutto loro…ma fuori dalle scat oleosi…hanno rotto!

  4. Questi sono gli amici di sua maesta e per questo che andremo sempre a peggiorare e ancora non abbiamo visto niente il bello ancora dovra venire questi sono capaci di tutto ”che vadano a fare in culu”ignoranti….che si tengono pure la padania ..!!!!!

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