Basta

Le parole hanno sempre un significato. Esprimono idee e concetti, in genere. Gli insulti meno. Evidentemente s’è persa l’abitudine a discutere. Non avevo alcuna intenzione di cercare visibilità. Figuratevi! Non solo perché non ne ho bisogno (sto bene come sto) ma soprattutto perché non me ne può fregar di meno altrimenti, come fanno in tanti, avrei scritto parole per il mercato del consenso. Volevo solo trovare un luogo in cui confrontarmi con altri visto che non ce ne sono  in grande abbondanza. Invece…

Solo insulti e…tutti quanti in processione a gridare viva Maria! Le Chiese sono dure da scardinare. Qualcuna/o ha fatto anche la maestrina/o (ha corretto l’italiano). Brava/o! Ho preso nota e non commento. Ma discutere sui contenuti no? Vero? Anche gli amministratori del blog si sono comportati da “furbetti del quartierino”: in maniera sibillina hanno cercato di orientare i commenti (vedi le presentazione dei miei interventi su facebook). Anche se questo è solo un blog è comunque, nel suo ambito, un mass media e chi lo controlla esercita inevitabilmente un potere (quarto potere qualcuno l’aveva chiamato). Non m’è apparsa, in tutta onestà, grande democrazia.

A me non piacciono i santini (adesso Garibaldi e fra qualche giorno, scommetto, anche il tricolore), ma le persone vive che lottano ogni giorno per cambiare il mondo sotto una bandiera d’un altro colore. Credevo e credo ancora di far parte di una grande comunità: il popolo della sinistra. Scusatemi, allora, ho sbagliato… posto. Non è questa la sinistra in cui mi riconosco. Arrivederci.

Marco Bocciarelli

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Marco Bocciarelli

Astronomo, ma non praticante. Ha scritto "Orfani al Muro" (ed. Traccediverse, 2006), "Pietre" (romanzo in versi, edizioni di latta, 2008). Con il nome d'arte Item Maestri è autore di numerosi testi per il teatro (tra cui Una Piazza d'Italia, Rumore, Uno strato spesso di calcina e di sale, Cidrolino). E' stato membro della compagnia Macchine Teatrali, per cui ha diretto alcuni spettacoli.

2 commenti

  1. Giorgio Pittella

    Ho avuto modo di leggere i precedenti suoi articoli. Devo dire che traspare una qual certa arroganza, soprattutto nelle contro-repliche, che nessun editorialista ha mai sfoggiato prima d’ora. In questo blog convivono più anime e sono conscio che le mie idee sono ben diverse da tutto il resto della redazione e persino della “proprietà”, ma questo mai nessuno me l’ha fatto pesare. Scrivere un articolo contro Berlinguer nel sito di Berlinguer comporta certo disapprovazione, ma accusare in modo vile gli amministratori è vergognoso. La presentazione conta relativamente poco se un commentatore non ha letto appieno l’articolo: commenta una cosa non letta, non entra nel merito, quindi, per me, non è da classificare come interlocutore.

    Possono non piacere i santini, per carità, e su Saviano spesso ho espresso concetti simili, senza mai avere l’arroganza di scandalizzarmi qualora qualcuno la pensasse diversamente. Il popolo è sovrano, la rete si è espressa e nessuno ha fatto nulla per controllarla. Chi pensa il contrario è uno sciocco, o più semplicemente, è un cretino qualora pensi che valga il detto dalemiano: “tendo a ritenere intelligente chi la pensa come me”

  2. Non si tratta di difendere la Chiesa. Ma le tue parole erano dense di concetti a mio avviso gravi: sembrava quasi che volessi sminuire la Costituzione, la legge, lo Stato ,per cui tante persone, anche di Sinistra, hanno versato il loro sangue ( partigiani, giudici antimafia,ecc), a entità piccolo borghesi prive di senso. Capisco la tua incorollabile fede nella chiesa marxiana, ma la Sinistra è andata avanti e non possiamo affrontare le sfide del ventunsimo secolo rancorosi per un generico odio di classe. Immetere gli ideali socialisti nella società aperta globale questo dev’essere il nostro obiettivo, e non c’è bisogno di odio, basta la passione, il coraggio, l’integrità morale, la capicità di scendere a compromessi. Tutte doti che possedeva Enrico Berlinguer.

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