L'8 marzo non è certo una mera celebrazione della femminilità, è una giornata di lotta sociale per i diritti, che risulta proprio oggi, alla luce dell'ormai prevalente mercificazione della donna e del suo corpo, ancor più attuale.

8 marzo: giornata di lotta sociale per i diritti delle donne

 

Oggi, giorno in cui scrivo, è la giornata internazionale delle donne, ricorrenza che, esattamente 100 anni fa, veniva festeggiata per la prima volta in Italia. Ricorrenza operaia e socialista fin dalle origini, perde il suo valore durante la seconda guerra mondiale per poi riacquistarlo soprattutto negli anni ’60 e ’70 per poi riperderlo a partire dal decennio successivo, che ben si inserisce nel contesto di crisi di valori di fine Novecento, tanto da apparire inutile, scontata e senza alcun senso da gran parte dei giovani di oggi.

“La festa delle donne è tutti i giorni” ma sì, ma sì, certo! Ma… davvero non riusciamo più a comprendere l’utilità di questa giornata internazionale? Davvero l’abbiamo ricondotta alla semplice celebrazione del gentil sesso, come una sorta di giornata di scuse per tutto ciò che non si fa per le donne?
Questo giorno è non certo una mera celebrazione della femminilità, è (o dovrebbe ancora essere) una giornata di lotta sociale, lotta per i diritti e risulta proprio oggi, alla luce dell’ormai prevalente mercificazione della donna e del suo corpo, ancor più attuale. L’8 marzo non è fatto semplicemente per celebrare ma, ancora una volta, per lottare contro le discriminazioni sessuali, contro i favoritismi e la mercificazione che sempre più sostituiscono il merito, contro le violenze perché tanto si è fatto, è vero, ma è necessaria una costante attenzione a che i diritti e l’eguaglianza raggiunti vengano rispettati e non calpestati in ogni campo della vita sociale e civile.

Tuttavia se mi mettessimo in mente aspettare che questa rivalutazione della Giornata Internazionale della Donna provenga dall’alto, altro non sarebbe che un’estenuante attesa di Godot, cominciamo noi, dunque, a “ridare lustro”, a riattribuire il giusto significato a questa festa. Forse saremo in pochi, il prossimo 8 marzo, ma chissà se alla fine saremo riusciti a convincere almeno un buon numero di persone a vivere attivamente questa festa e non più solo a subirla commercialmente e mediaticamente.

A questo proposito, vi rimando anche all’articolo di Pierpaolo, che mi ha battuto sul tempo.
(http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/wp-admin/post.php?post=1999)

Buona giornata (passata) delle Donne a tutti/e.

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