Pubblichiamo un articolo di Marco Bocciarelli contro Berlinguer.

Basta con Berlinguer!

E basta con Berlinguer!

Non c’è più. È morto, seppellito e ormai sarà ridotto ad uno scheletro imbiancato. Riposi in pace! E voi non fatevene una ragione.

Io non l’ho mai amato anche se sono andato al suo funerale. No, proprio no! Ancora porto i segni addosso delle bastonate del suo servizio d’ordine, ancora ricordo con angoscia il clima normalizzato della sua città bandiera, Bologna. Io, insieme a tanti giovani, negli anni ’70 volevamo fare la “Rivoluzione” e venivano indicati da lui come untorelli e provocatori. Estremisti manovrati dalle forze della reazione. E lo abbiamo mandato più volte a cagare. Qualche suo epigono l’abbiamo anche cacciato a sassate (vedi Lama dall’Università di Roma). E a fronte di queste pulsioni giovanili di massa lui e il suo partito come rispondevano?

Col compromesso storico, l’alleanza con il partito del malaffare, la Democrazia Cristiana. Tanto era illusoria quell’idea che mai è riuscito a praticarla. Figuratevi se gli Andreotti & co. gli potevano concedere parte del loro potere. Insomma una politica fallimentare che è stato il prodromo del fallimento della sinistra in Italia. Anche adesso che la situazione è di disperazione non ho alcuna nostalgia.

Certo che l’allora P.C.I. era un partito di massa, una grande scuola popolare, insomma un’altra cosa da quello che oggi è il Partito Democratico. Ma ha avuto la responsabilità storica di bloccare qualsiasi cambiamento radicale della nostra società. E allora basta con Berlinguer! Basta, parliamo d’altro. Parliamo di quello che oggi ci sarebbe da fare.

Seguendo da qualche giorno questo blog vedo che tutti o quasi si limitano a denunciare le trasgressioni alle regole democratiche e alla santa Costituzione repubblicana (che ormai è diventata come l’immagine della Madonna) da parte della destra. Ma via! Vi pare questo l’orizzonte? Non fatemi ridere! La legalità, le regole del confronto democratico, l’etica del comportamento e metteteci pure quello che altro volete.

Ma vi ha mai detto nessuno che lo Stato è dei padroni? Che l’informazione è dei padroni? Che la legge serve gli interessi dei padroni? Volete che continuo? Insomma dove credete d’essere? Siamo in uno stato capitalistico che fa solo gli interessi dei padroni. Tutto il resto è pura mistificazione. Mica crederete che le classi popolari abbiano la possibilità, fermo restando questo orizzonte, di cambiare la loro condizione di vita? E allora?

Allora… il proletariato è caduto in un errore spaventoso quando si è proposto di pensare alla felicità dei figli futuri, quando il problema, invece è la vendetta. Bisogna vendicare le sofferenze dei padri. E questo coincide perfettamente col rifiuto dei padri fondatori quando dicevano: i comunisti, il giorno in cui realizzeranno il comunismo faranno quello che vorranno, noi non abbiamo niente né da dire né da progettare e tanto meno da preoccuparci della loro felicità. Noi siamo nati per vendicare le sofferenze dei padri: non esiste coscienza di classe se non esiste odio di classe.

Non sono parole mie ma di Edoardo Sanguineti scritte nel 2006 e non alcuni secoli fa. Ma queste parole sono talmente demodè che immagino suscitino scandalo nelle menti perbeniste degli adoratori del santino di Berlinguer. Ma dirò di più. Consiglio lo sgarbo perché ogni rapporto di gentilezza con gli altri viene in qualche modo a rafforzare l’idea che viviamo in un mondo “umano”. È doveroso, quindi, essere sgarbati di fronte agli altri per rendere evidente che i rapporti sono “disumani”. È sempre Sanguineti che prosegue: occorre essere sgarbati, sgarbati e carichi di odio nei confronti di coloro che non appartengono al proletariato e ne sono nemici; credo però che altrettanto forte possa essere la solidarietà umana con i proletari e, in esclusiva, con coloro che si rendono complici con noi di un progetto eversivo che conserva sempre il nome di RIVOLUZIONE.

Adesso a voi!

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Marco Bocciarelli

Astronomo, ma non praticante. Ha scritto "Orfani al Muro" (ed. Traccediverse, 2006), "Pietre" (romanzo in versi, edizioni di latta, 2008). Con il nome d'arte Item Maestri è autore di numerosi testi per il teatro (tra cui Una Piazza d'Italia, Rumore, Uno strato spesso di calcina e di sale, Cidrolino). E' stato membro della compagnia Macchine Teatrali, per cui ha diretto alcuni spettacoli.

58 commenti

  1. Domenico Calabria

    Non ho trovato una, dico una, proposta – anche utopistica, irragiungibile, stupida, insensata – su come l’Italia si possa salvare. E’ facile parlare così, il difficile è misurarsi oggi con esempi così.

  2. Cristiana Natuzzi

    dimenticare un vero politico dalle mani pulite, perché? per tenere buona la coscienza di chi vuol far politica per amore del danaro o del potere, dimenticando il fine primario della politica, cioè la salvaguardia del bene comune? no grazie, io non voglio dimenticare perché sono PADRONA DEI MIEI RICORDI e nessuno ha il diritto di dirmi quello che devo o non devo fare!

  3. Innocenzo Lavista

    Marco Bocciarelli : Il tuo invito è BOCCIATO !!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. sinceramente non ho capito l’intervento sul dimenticare Berlinguer!!! che cosa cambia nella vita dell’autore dell’intervento se delle persone scambiano e dialogano su un politico italiano? è come dire lasciate stare Michelangelo perchè è m…orto, non parlate di pascoli perchè è defunto,e allora caro Autore ( scusa ma nonostante sei vivo non ricordo il tuo nome) spiegami meglio che cosa volevi dire!!!! dimenticavo mi ha colpito il tuo riferimento al fatto della “contestazione” a Lama e ritengo che chi da ogni parte /( destra o sinistra) profetizzava, incitava, alla rivoluzione gambizzando, assassinando etccc. e poi vive placido e beato in qualche paese estero ( Europa e non) non è parte della storia non è “degno” di ipotizzare e tantomeno sperare la rivolta della classe operaia

  5. Infatti grazie a personaggi che la pensano come Sanguinetti(sinistroidi sinistrati) che abbiamo berusca da anni al potere.Sono antistorici e demagoghi.

  6. Condivido molte cose. In primis le riflessioni di Edoardo Sanguineti che è stato fino all’ultimo un grande intellettuale del P.C.I.
    Ma starei attento sulla inopportunità di ricordare Enrico Berlinguer. Capisco il disagio che si ha riferendosi a Berlinguer ed all’estremismo, ma scusatemi. Di fronte al niente politico di oggi, ricordare Berlinguer non è procedere alla sua santificazione ma voler dire a voce alta che occorre ridare dignità alla politica ed alle istituzioni. Anche nel nome di Berlinguer. E magari con molto sgarbo per evitare che tanti Sgarbi quotidiani possano offendere la moralità della politica.

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