Domani, 24 febbraio 2011, ricorre il 21° anniversario della scomparsa di Sandro Pertini. Partigiano, Socialista e Presidente di tutti gli Italiani. Qualcosa di Sinistra lo ricorda con alcuni suoi scritti e video su socialismo, libertà, giustizia sociale e onestà.

Sandro Pertini, l’ultimo socialista

 

«I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. È con questo animo quindi, giovani, che mi rivolgo a voi: non armate la vostra mano. Armate il vostro animo»
(Sandro Pertini, socialista, partigiano, Presidente della Repubblica Italiana)

Tutte le volte che penso a Pertini, ringrazio il cielo che se ne sia andato prima di vedere lo sfacelo a cui portò la politica della modernità di Craxi. Sandro Pertini, infatti, se avesse visto quello che sarebbe accaduto dal 1992 in poi, probabilmente sarebbe morto di crepacuore.

Il Partito Socialista Italiano, il più antico partito politico italiano, nato nel 1892 per dare voce e speranza agli sfruttati, ai deboli, agli oppressi, costruito con il sangue di migliaia di giovani italiani morti per un ideale di società più giusta e solidale, veniva infatti spazzato via dalla scena politica italiana assieme a tutto il sistema politico della Prima Repubblica.

E non, come dicono i craxian-berlusconiani, per un complotto delle toghe rosse, ma semplicemente per una overdose di tangenti, fino allora legittimate e sopportate in virtù del tanto decantato anti-comunismo, che con la caduta del Muro di Berlino non aveva più ragione di esistere. Ma che sarà usato invece nella Seconda Repubblica come collante ideologico di una Destra incentrata sul populismo e l’autoritarismo berlusconiani, che tutt’ora non ha nulla da offrire al Paese se non la tutela degli interessi personali ed esclusivi del Cavaliere e dei suoi sodali.

Ecco, gli storici solitamente definiscono il nazismo, il fascismo e lo stalinismo come delle degenerazioni autoritarie del socialismo; io inserirei, tra queste degenerazioni, il berlusconismo, le cui fondamenta si reggono proprio sulla presunta modernità della politica di Craxi, latitante, corrotto e pure distruttore del Partito Socialista Italiano.

Perché la mutazione impressa da Craxi al PSI non fu mai accettata né condivisa da Sandro Pertini (come del resto da Nenni, che del satrapo garofanato era stato pure il primo sponsor). Del resto, Pertini, Nenni e tanti altri veri socialisti la galera se la sono fatta non perché rubassero, bensì perché combattevano un regime che per 20 anni ha negato libertà e democrazia all’Italia, conducendola al punto più basso della sua storia. Bettino Craxi, se non fosse scappato in Tunisia, sarebbe finito in galera invece per corruzione.

È la forza dell’Esempio che, a 21 anni dalla morte, ci fa ancora ricordare persone come Sandro Pertini: mai arrogante, mai altezzoso, mai superbo. E dire che ne avrebbe avuto tutti i motivi, visto e considerato che il co-fondatore del PSIUP prima e vice-segretario del PSI poi era erede dell’immenso patrimonio terriero del padre. E invece prese quanto aveva, lo vendette e con i soldi comprò la strumentazione necessaria per fare propaganda anti-fascista da Parigi; quando gli fu sequestrata, l’ufficiale gli chiese come mai un giovane come lui, che con quella cifra poteva vivere una bella vita a Parigi per parecchi anni, avesse speso tutto per una stazione radio clandestina che ora gli veniva anche sequestrata. Serafica la risposta di Pertini: “Lei non sa cosa significa lottare per un ideale.”

Probabilmente non lo sa più nessuno.

Napolitano scrisse un anno fa che: “Pertini seppe battersi «con pari tenacia contro la piaga della corruzione e per uno Stato più moderno al passo con le esigenze del processo di integrazione europea.”

Ecco, Pertini combatté contro la piaga della corruzione, cioè contro quella stessa piaga che Bettino Craxi non affrontò, ma lasciò che distruggesse se stesso e il suo partito. Pertini infatti era convinto che la politica dovesse essere fatta con le MANI PULITE, esattamente come Berlinguer; Craxi al riguardo aveva idee un po’ diverse che le sue condanne per corruzione ci confermano.

Ecco cosa diceva Pertini nel suo appello ai giovani: “Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vogliono due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà, l’onestà, l’onestà. E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo; se c’è qualcuno che dà scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato.”

E nel suo discorso di insediamento, pronuncia queste parole, che di fatto sono le stesse alla base della Questione Morale posta da Berlinguer: “Occorre che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: forte con tutti i colpevoli e umana con i deboli e i diseredati. Così la vollero coloro che la conquistarono dopo 20 anni di lotta contro il Fascismo e 2 anni di guerra di Liberazione, e se così sarà oggi, ogni cittadino sarà pronta a difenderla.”

Sandro Pertini. A ben vedere, l’ultimo socialista degno di questo nome.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

85 commenti

  1. Giovanni Giudetti

    E’ stato un grande uomo; peccato che nessuno del PSI ne abbia raccolto l’eredità. L’ultimo periodo della sua esistenza, avrà ingoiato parecchi ‘rospi’ per la corruzione che ha coinvolto il suo partito (con Craxi in testa). Era giunto al punto di indicare nelle sue tant’è che, nelle sue ultime volontà, aveva espresso il desiderio di funerali privati, ai quali non far partecipare dirigenti del suo Partito.
    In parecchi italiani lo rimpiangiamo!

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