E' civile la polemica sulla chiusura delle scuola il giorno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, che avviene ogni 50 anni?

17 Marzo: tutti a casa?

E’ subito bufera anche questa volta. No alle lezioni in classe il 17 marzo, giorno della festa nazionale per il tanto declamato 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. I presidi protestano contro il ripensamento del Ministro dell’Istruzione  M. S. Gelmini, secondo la quale le scuole dovrebbero restare aperte e dedicare tale giornata all’approfondimento del particolare momento storico. Ma non si pretende soltanto la chiusure delle scuole ma anche di uffici, esercizi commerciali, università…insomma, il Paese deve fermarsi a ricordare quella giornata di 150 anni fa. All’interno di questa querelle  interviene anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa a favore della chiusura delle scuole per poter dare alla festa la giusta importanza, proponendo addirittura un decreto che tuteli tale ricorrenza.

Anche questa volta non mancano le contraddizioni che sembrano caratterizzare costantemente il paese che si vuole così tanto celebrare.  Ecco come una festa nazionale possa trasformarsi nell’ennesima barzelletta italiana. Stakanovisti da un lato e ferventi garibaldini dall’altro, scontro insanabile?

Ma spostiamo l’attenzione sugli alunni, coloro che sono chiamati in causa in questa disputa. Quanti tra questi sanno che cosa si celebri quest’anno? Si parla di feste, sentimenti nazionali, approfondimenti storici dando per assodato qualcosa che – ahi noi- non per tutti lo è. Sarei curiosa di sapere quanti ragazzini, e non, siano al corrente di questa celebrazione e di cosa accadde quel famoso 17 marzo 1861 e quanti, tra quelli che hanno appreso dell’anniversario, ne siano venuti a conoscenza esclusivamente grazie a pubblicità, manifesti… Si parla tanto della chiusura delle scuole ma si dà ingenuamente per scontato ciò che vi stia dietro. Mi sembra che sia più una questione “di forma”  e di etichetta, per giunta grossolanamente trattata, che un voler festeggiare (?). Un voler mettersi “l’anima in pace” adempiendo a un obbligo e dando il contentino “a chi ci crede”.

Si sollevano questioni relative alle ora di lezione da recuperare e agli intenti folkloristici ma, concretamente, qual è poi questa tanto discussa questione?

Si vuole ricordare e festeggiare l’Unità di Italia ma si è alle prese con i vari federalismi, si propugna quello della patria come valore fondamentale ma si discute ancora di Nord e Sud, si vuole difendere il sentimento nazionale “oltraggiato” dalla forse non chiusura delle scuole ma per nulla intaccato da chi maledice quel 17 marzo e inveisce contro Garibaldi, vogliamo festeggiare l’unità di qualcosa che si vuole dividere… che dire, Freud avrebbe avuto parecchio lavoro oggi.  Non possiamo fare altro che chiederci chi vincerà e attendere la prossima puntata dell’eterna fiction della politica italina.

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Martina Caccia

Sono nata a Milano il 31-03-1989. Mi sono diplomata al Liceo Classico C. Beccaria di Milano. Ho deciso di dedicarmi alla mia passione per la cultura iscrivendomi alla facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Milano. Da Novembre 2010 collaboro con QdS scrivendo nella rubrica Sic et Simpliciter.

30 commenti

  1. Sono di un’ignoranza abissale !! Gran parte dei Mille erano lombardi , inoltre il risorgimento è partito da Milano !!! Sono discendenti dei celti ( Manco sanno cosa sono )ma sono anche figli delle cinque giornate di Milano e Delle guerre di indipendenza COMBATTUTE IN LOMBARDIA !!! Oberdan e Battisti Irridentisti di trento non erano calabresi !!!!!

  2. il 17 tutti a festegiare l’unità d’italia,nn solo tuo nonno caro riccardo ma anche garibaldi si rivolterebbe nella tomba,e tutte quelle persono che hanno combatutto x l’unità

  3. parlano parlano sti padani, ignurant , che, parlano parlano, ma fanno di tutto col nano per , mungere da roma,eccome se gli piace
    polentoni , ignurant

  4. Si debbono semplicemente vergognare, sono la vergogna del governo.
    A CASA.

  5. Rossetti Renato via Facebook

    via la lega dall’Italia che ci rompo i coglioni con le loro cazzate e retoriche che lasciano solo ipocrisie e ignoranze perchè purtroppo questi pseudo padani no sanno neanche la storia…. visto che la TROTA insegna e suo padre è uguale da quei semi cosa ci si doveva aspettare un a…….to

  6. 14 Luglio 2011 ! Festa Mazionale ! Prepariamo i forconi è ora !!!!!!

  7. Prima ci derubano delle nostre risorse , delle nostre fabbriche e delle nostre ricchezze in nome dell’unità d’Italia , ed ora dopo averci impoverito e resa impossibile una nostra crescita economia , vogliono una divisione dell’Italia .. Beh penso che persino Garibaldi se quel giorno avrebbe saputo che sarebbe finita così , sarebbe stato a casa .

  8. Non credo sia una pagliacciata ciò che ha detto la Gelmini .. un po di culura generale non fa mai male . Capisco che è una festa nazionale , ma in realtà bisogna anche dire che molti ragazzi non sano neanche chi è Garibladi .. Sono a favore per una giornata dedicata allo studio della nascita della nostra Italia .. Anche se io mi sento sempre meno italiano …
    Non credete?

  9. Sono positivamente colpita dai vostri commenti che, vi confesso, speravo fossero di rivolta a quella foto (vergognosa!) e che ho scelto di mettere proprio con intento provocatorio, ad evidenziare l’assurdità dell’epoca in cui viviamo.
    Sono d’accordo con Felice che un po’ di cutura non guasta mai ma penso che non dovrebbe essere promulgata un giorno ogni 150 anni, no? Penso che debba essere l’arma da adottare contro l’ignoranza che che ci circonda e che, purtroppo, mi fa vergognare di essere italiana.

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