Se non ora, quando?

Domani 13 febbraio in moltissime piazze d’Italia e non solo (addirittura anche all’estero come a Madrid, New York e Londra), si svolgeranno numerose iniziative aventi come protagoniste le donne.

ecco l’elenco: http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/category/appuntamenti/

Il loro scendere in piazza il 13 febbraio sarà un qualcosa di diverso rispetto ad una classica manifestazione femminista a cui abbiamo assistito altre volte in occasione per esempio dell’8 marzo.

Le ragioni delle mobilitazioni di domani hanno come obiettivo quello di riconquistare una dimensione umana che prescinda dalla mercificazione sessuale così tanto divenuta di moda negli ultimi tempi.

In questa società moderna sempre più basata sull’apparire e sull’essere esteriore, le donne rimangono spesso a loro volta vittime e talvolta si rendono complici di questo perverso meccanismo. Ciò ovviamente finisce per provocare una reazione di sdegno da parte di coloro che non condividono certi comportamenti.

Per questa ragione alcune donne hanno sentito l’esigenza di organizzarsi e scendere in piazza. Va ribadito che in questo caso la protesta va al di là di una semplice manifestazione antiberlusconiana; il loro no alla mercificazione è chiaramente ed inequivocabilmente trasversale; non saranno infatti previste bandiere o simboli di partiti.

Una parte del genere femminile ha alzato la testa con l’intento di riprendersi quella dignità offuscata dai comportamenti di alcune povere disperate a caccia di denaro facile.

Questa iniziativa è la reazione di fronte al fatto che giovanissime ragazze di ogni parte d’Italia e del mondo sono state condotte in ville lussuose e lì strumentalizzate come semplici oggetti di cui disporre a pagamento da parte di coloro che ne hanno “usufruito” vergognosamente facendo leva sul potere e sul denaro.

L’attuale (pro-tempore) presidente del Consiglio, ancorché farà di tutto pur di sfuggire al giudizio della magistratura, non potrà fare a meno di rispondere delle sue azioni di fronte al popolo italiano. Le sue televisioni e i suoi giornali potranno continuare a difenderlo in modo estenuante, ma anche lui prima o poi dovrà abdicare dal suo “regno” e seguire l’esempio di Mubarak. E lo dovrà fare non tanto per essere stato con una minorenne, ma poiché ha mentito agli italiani, ha calpestato per anni la legge e aggirandola si è costantemente preso gioco della nostra costituzione.

Detto ciò, dopo settimane in cui non si parla d’altro, non mi pare opportuno seguire rimarcando dei concetti che a questo punto sono ben chiari a tutti.

L’unica nostra “arma” pacifica rimane quella di informare quante più persone possibili riguardo alle mobilitazioni di domani e fare in modo che in tanti decidano di partecipare nelle loro rispettive città.

Questa è la nostra risposta… e contro l’informazione via web c’è poco da fare… è come l’acqua: si può contenere ma mai fermare del tutto.

In conclusione, prima che domani migliaia di persone si riversino nelle nostre piazze dando piena voce alle loro idee, mi pare molto interessate riportare l’appello di adesione da parte di una donna che da pochi mesi guida il più grande sindacato italiano, ossia Susanna Camusso:

Ho passato la vita a combattere contro chi voleva le donne sottomesse, subordinate, ubbidienti. Ho lottato per la mia libertà e quella delle mie compagne, per la possibilità di scegliere cosa essere e cosa diventare.

 

Vedo adesso come la declinazione principale di questa libertà, alla quale ho dedicato le battaglie più appassionate, sia torta in una versione brutale e bugiarda. E’ una libertà bugiarda quella che produce l’adesione ad un unico modello di femminile, costruito e pensato da uomini che non sembrano amare le donne, sembrano piuttosto amare sé stessi e tutto ciò che solletica e ratifica il loro dominio.

E’ una libertà mercantile, che si vende e che si compra, che contempla l’apparire, mai l’essere.  In questa falsa arena delle libertà vincono i messaggi più ruffiani, quelli gridati con la voce più alta, quelli diffusi attraverso potenti mezzi di comunicazione, e la libertà vera, quella di scegliere criticamente cosa fare di sé e della propria vita, evapora.

Il riflesso di corpi femminili onnipresenti sui media, perfetti e patinati, sempre inesorabilmente con funzione ornamentale è una violenza rivolta alle donne, soprattutto alle ragazze più giovani. Una rappresentazione così distorta del femminile comprime la libertà di determinare il proprio modo di essere donna, di interpretare il proprio ruolo nel mondo e reinventare, per esempio, l’impegno civile e la gestione del potere.

Il 13 Febbraio, in piazza, ci ribelliamo a questa nuova dittatura del machismo, raccontando chi sono e come sono le donne vere. Né brave, né cattive. Semplicemente vere.”

PER TUTTE/I COLORO CHE NON POTENDO PARTECIPARE, VOLESSERO SEGUIRE ALLE ORE 14.00 DA CASA LA DIRETTA ESISTONO DIVERSI SITI TRA CUI SEGNALIAMO REPUBBLICA.TV

http://tv.repubblica.it/copertina/se-non-ora-quando-la-manifestazione-in-diretta-su-reptv/4189?launch


Commenta con il tuo account Facebook

alexbonini

33 anni; laureato in scienze politiche a Pisa, oggi lavora come impiegato, da sempre sostenitore del progetto ulivista e del Partito democratico inteso come superamento dei vecchi schieramenti e non semplicemente come sommatoria degli stessi. Ha appoggiato attivamente Ignazio Marino durante le primarie del 2009.

1 Commento

Lascia un Commento