Considerazioni sulla "rivoluzione verde" di Pechino, paragonata alla disastrosa condizione di Milano!

Una vita sottoterra

Qualche giorno fa ho letto una notizia che mi ha particolarmente colpita e che penso possa interessarci, visto l’eterna questione delle polveri sottili e i conseguenti blocchi del traffico che fanno da protagonisti proprio in questi giorni.

Se nel capoluogo lombardo – e non solo-  il nuovo anno è iniziato all’insegna dell’inquinamento, in linea con quelli precedenti, decidendo così di effettuare il blocco del traffico per questa domenica, nella capitale cinese, dove le condizioni ambientali non sembrano essere migliori delle nostre, avverrà quella che è stata definita la “rivoluzione verde”. Saranno costruiti nel sottosuolo palazzi, uffici, centri commerciali… si vivrà sottoterra. No, non è un horror o un film di fantascienza. La municipalità di Pechino, che verso il 2020 potrebbe toccare i 90 milioni di residenti, dirotterà automobili e camion a carburante dentro centinaia di chilometri di tunnel, trasformando nella rete di gallerie più lunga del pianeta le sei autostrade circolari che attraversano la città. In superficie potranno viaggiare solo autobus, taxi e scooter elettrici, oltre alle biciclette e agli ultimi risciò. Le vetture private riemergeranno dal sottosuolo in punti precisi dei diversi distretti, dove saranno realizzati dei maxi-parcheggi. Solo i mezzi elettrici saranno autorizzati a circolare per le vie dei quartieri.

L’obiettivo è trasformare una delle capitali più inquinate e paralizzate del mondo nel simbolo della viabilità sostenibile del secolo.
A Pechino circolano oggi 5 milioni di auto, che sfioreranno i 10 entro il 2015. Gas e polveri sottili prodotte ogni giorno superano i livelli settimanali del Nord d’Italia e gli ingorghi fanno perdere milioni di euro di produttività.  
La “rivoluzione verde” di Pechino inizierà con la costruzione di ventisei tunnel che consentiranno al traffico di passare sotto le tangenziali. Non solo auto e camion saranno nascosti sotto terra ma vi si creerà una vera e propria “economia sotterranea”.  “La circolazione invisibile – dice il sindaco – prevede che anche commercio, ricettività e uffici si sviluppino in basso, anziché verso il cielo“. Pechino costruirà nel sottosuolo centinaia di centri commerciali, alberghi e distretti per gli affari. Oltre che a decongestionare la superficie, riservata a tempo libero e residenzialità, lo sviluppo sotterraneo consentirà di tagliare consumi di energia ed emissioni per riscaldamento e aria condizionata. Il non vedere la luce del sole durante gli spostamenti dovrebbe essere compensato dal risparmio di tempo, energie e smog.

I pechinesi sembrano accogliere positivamente questo progetto. Ma possibile che l’unica soluzione all’inquinamento sia far la fine dei topi? Si è arrivati a un punto tale da non poter più fare un passo indietro, se non dirottarci sottoterra? Questa iniziativa ha ovviamente i suoi pro, non lo si può negare, ma non si può negare che sottoterra non c’è comunque posto per tutti: i cinesi in marcia verso casa saranno 650 milioni, per un totale di due miliardi e mezzo di viaggi; da qui l’impossibilità di scavare un tunnel per tutti.

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Martina Caccia

Sono nata a Milano il 31-03-1989. Mi sono diplomata al Liceo Classico C. Beccaria di Milano. Ho deciso di dedicarmi alla mia passione per la cultura iscrivendomi alla facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Milano. Da Novembre 2010 collaboro con QdS scrivendo nella rubrica Sic et Simpliciter.

3 commenti

  1. Patrizia Mattei via Facebook

    uomini e topi…vita dura….domanca sciocca…dove metteranno le polveri sottili l’anidride carbonica etc che si creeranno comunque?

  2. Infatti!E’ un voler mettere la polvere sotto il tappeto, anzi, concedimi la battuta, sottoterra.

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