Se gli utili, anche se in minima parte, vengono ogni tanto redistribuiti e non solo capitalizzati dal manager di turno...

Il Fatto: quando il giornalismo libero paga e dà l’esempio

C’è un che di sano e soprattutto di positivo nella notizia che circola in queste ore riguardo ai numeri del successo de “Il Fatto Quotidiano”.

Sano, perchè il successo di un giornale in cui credevano in pochi è l’esempio di come sia possibile in questo paese fare del vero giornalismo libero, senza avere un partito o un editore miliardario di riferimento, e soprattutto senza i finanziamenti pubblici all’editoria.

Positivo, perché l’esempio che ha dato e sta dando il Fatto è uno di quegli esempi centrali per noi giovani: alzare la testa e dire la propria, anziché delegare la propria libertà ad altri per evitare di assumersene la responsabilità, non solo è possibile, ma paga dal punto di vista morale ed economico.

Infatti la notizia è che Il Fatto Quotidiano ha realizzato 28 milioni di fatturato e 10 milioni di utili nel 2010, con una tiratura di 94mila copie vendute in edicola, 28mila abbonamenti e 400mila visitatori unici al giorno sul proprio sito web. Un vero successo, se consideriamo il punto di partenza (e soprattutto se fossimo stati ad ascoltare i gufi e i trinariciuti che li seguono).

La notizia ancora più bella è che, a fronte di questo successo, un bonus di 8000 euro per ogni dipendente (dai giornalisti fino ai centralinisti, in totale una trentina) è stato erogato dalla società, per un totale di 240.000 euro. Cosa che di solito non accade, visto che ad essere redistribuiti raramente sono gli utili, ma i sacrifici dovuti ad erronee strategie di marketing (aspettiamo che anche Marchionne faccia lo stesso con i suoi dipendenti, visto il suo esagerato stipendio, inversamente proporzionale ai risultati ottenuti).

In un momento in cui tutta l’editoria è in crisi e sopravvive solo grazie ai finanziamenti pubblici, Il Fatto Quotidiano, un giornale libero, indipendente e che dà le notizie (dettaglio fondamentale per spiegarne il successo), ci dà ancora un po’ di speranza.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

8 commenti

  1. Spieghiamolo a Fiat che sarebbe meglio ripartire l’ 80% di quello che da a Marchionne fra i lavoratori, compresi gli impiegati, premiando la presenza in fabbrica. Indubbiamente aumenterebbe la produzione e diminuirebbe l’assenteismo. Questo dovrebbero saperlo anche Fassino, Chiamparino e tanti altri che non riescono a spiegarti perchè dovresti votare loro e non direttamente il “socialista” Sacconi.

  2. anche LUI li distribuisce gli utili – ieri è stato definito un campione di generosità : minorenni,escort,velline , magnaccia, pennivendoli servi, ruffiani, onorevoli venduti,manicure etcc – è da vent’anni che questa beneficenza c’ inc…la – mi chiedo ma siamo così fessi……………!!!!!

  3. Per dare fine a questa vergognosa situazione fatta di arroganza, incapacità politica e sofferenza dei cittadini. Mentre il nano gioca, Tremonti “purga” con continui aumenti incontrollati. L’opposizione faccia il suo mestiere, in mancanza di dialogo, di una politica vera, se ha le palle occupi i Palazzi Istituzionali al fine di stanarlo da Palazzo Grazioli o Arcore, chiudendo questa tra le più brutte pagine politiche della storia italiana. Costringendolo a fare una politica seria o in alternativa, che lo caccino a calci in culo!!!!

  4. Acquisto ogni giorno “il Fatto quotidiano” e trovo che è un essenziale completamento dell’informazione. Di solito leggo un quotidiano locale, uno nazionale ( la Repubblica ) e il Fatto. Quest’ultimo colma i vuoti che spesso lasciano gli altri. In Italia, dove l’informazione è monopolizzata dai grandi editori, spesso manipolata per orientare l’opinione in favore di una lobby politica, era assolutamente necessario un giornale che informasse la gente senza reticenze e timori riverenziali verso i potenti. Ho appena dimostrato in un mio libro, uscito da alcuni mesi, come l’informazione manipolata possa modificare la scrittura della storia.

  5. Si siamo anzi sono cosi fessi,li incanta con le sue chiacchere,le sue barzellette, le sue richezze e tutti sbavano dietro a lui, non fa un caz….per gli italiani e in piu se li incul…..pure…amen

  6. Chiara Polese via Facebook

    Writing for freedom and disubedience… Oriana.

  7. Non so l’inglese………..Ma provate a tradurre il dialetto ferrarese:l’è na musara da baracon!!! oppure il divin porcello quale preferite?

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