«Se questo e’ un uomo…»

Il 27 Gennaio cadrà, come ormai da 11 anni, la Giornata della Memoria; ricorrenza che dovrebbe ricordare ad ognuno di noi (come ci suggerisce il termine “memoria”) quanto poco umano possa essere l’uomo. Ma a pochi giorni da questa commemorazione dobbiamo sentire ancora notizie come quella dello scorso 12 gennaio: «Un blog nazista pubblica una “lista di proscrizione” di ebrei italiani da cancellare». Mi inorridisce soltanto riportare un comunicato simile ma ritengo che l’unico strumento di lotta che possediamo sia l’informazione, pertanto che tutti  sappiano la pochezza e la follia che ci contaminano.

 Negli ultimi giorni, sulle pagine italiane del forum neonazista americano Stormfront – fondato nel 1995 da Don Black (ex leader del Ku Klux Klan) – un vergognoso elenco si è allungato di parecchi centimetri. E’ stata aggiornata, infatti, la lista degli ebrei, o presunti ebrei, italiani che godrebbero di potere e influenza nel mondo dei media, dell’economia e dello spettacolo. Lo scopo? Dimostrare l’esistenza della “Lobby ebraica” e la sua incidenza a livello mondiale. «Il dovere di ogni nazionalsocialista è quello di scovare l’ebreo camuffato, partendo dal vicinato, verificarne la reale fattura giudaica incrociando dati con reali osservazioni e diffondere la notizia in maniera capillare in modo che il giudeo possa risultare in qualche modo evidenziato a vita, con l’intento di ledere la sua posizione monopolizzatrice» scrive un utente che si firma “Stielhandgranate 24”, dal nome della granata da lancio del Reichswehr. Decine di nomi e cognomi: imprenditori, giornalisti, artisti. Una vera e propria lista nera di personalità italiane influenti del mondo dell’economia, dello spettacolo e del giornalismo. Tutti con un minimo denominatore comune: la loro vera o presunta appartenenza alla comunità ebraica.

 Possibile che non si avanzi mai? Che non si impari nulla dalla Storia? Quando si toccherà davvero il fondo?Che si parli ancora di “nemico ebraico”, nazionalsocialismo, che si facciano elenchi come se si trattassero di oggetti vecchi da eliminare, non solo mi amareggia ma mi spaventa; mi spaventa come di fronte a una tragedia passata, ingiustificabile, non solo non si cerchi di “rimediare” -se possano esistere dei rimedi- ma si persista in questo delirio di superumanismo che NON dovrebbe trovare collocazione né ora né mai e che non avrebbe dovuto esistere in un passato che, purtroppo, non possiamo cambiare. Il problema maggiore, a questo punto, credo che sia come estirpare quest’erbe mortifere che avvelenano un mondo, sotto alcuni aspetti già contagiato da bramosie, manie di potere e successo, superficialità… ma che non deve rinunciare ad essere popolato da Uomini. Che la madre degli idioti fosse sempre incita si sapeva, ma non che fosse così prolifica…

                 «Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo».

                                                                                                                                    Primo Levi

 Noi vogliamo ricordare.

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Martina Caccia

Sono nata a Milano il 31-03-1989. Mi sono diplomata al Liceo Classico C. Beccaria di Milano. Ho deciso di dedicarmi alla mia passione per la cultura iscrivendomi alla facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Milano. Da Novembre 2010 collaboro con QdS scrivendo nella rubrica Sic et Simpliciter.

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