Quanta fatica fare a meno di lui…

Sono ormai già trascorsi due anni da quel 24 gennaio 2008 che vide la caduta del governo Prodi. Una data che si accomuna e non poco alle vicende odierne, ma in senso opposto. In quel periodo la famosa “spallata” al già traballante esecutivo di centrosinistra avvenne grazie alla letterale compravendita (mai punita) di parlamentari eletti nell’Unione vendutisi a Berlusconi. Oggi lo scenario si è rovesciato, sono loro che pur di far rimanere in piedi il governo che fa acqua da tutte le parti, pur di far passare il federalismo leghista ed evitare i processi al loro Capo usano spudoratamente qualsiasi mezzo lecito ed illecito, naturalmente nel più completo disinteresse dei loro elettori. In questo sfondo assai squallido si è ritagliato proprio ieri 7 gennaio un posto di comparsa in una cerimonia per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia un uomo che si è contraddistinto per la coerenza, la serietà e la competenza che ha sempre dimostrato: Romano Prodi. Piacciano o meno le misure introdotte dalle sue due brevi esperienze di governo, resta indubitabile che oggi come non mai al centrosinistra, e in modo particolare al Partito democratico manca davvero uno capace di sostituire il Professore. Manca la sua capacità di fare sintesi, la sua capacità di mediare con pazienza e di porre al primo posto l’interesse pubblico. Se proprio c’è un errore che va riconosciuto all’ex leader dell’Ulivo, potrebbe essere quello di essersi fidato troppo spesso di persone inaffidabili o di finti amici di vecchia data che appena hanno potuto l’hanno pugnalato alle spalle pur di cercare di prendergli il posto, e così facendo hanno masochisticamente regalato l’Italia a Berlusconi. E’ normale e logico che nella sua Reggio Emilia, Romano Prodi venga calorosamente applaudito e ricordato da tutti con nostalgia e stima. La cosa non normale è che sia l’unico trai “vecchi politici” capace di fare davvero un passo indietro e dare spazio ad altri. L’unico che avrebbe avuto titolo per mantenere un incarico si è allontanato con dignità e ha pure recentemente rifiutato di fare da “ruota di scorta” come candidato sindaco a Bologna. L’unico capace di battere due volte su due Berlusconi ora fa il pensionato e collabora con l’Onu per l’Africa. Chi invece in Africa aveva davvero promesso di andarci è ancora qui a duellare e a gareggiare con l’eterno rivale in barca a vela per decidere chi dei due riuscirà per primo a far affondare il Partito democratico.

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alexbonini

33 anni; laureato in scienze politiche a Pisa, oggi lavora come impiegato, da sempre sostenitore del progetto ulivista e del Partito democratico inteso come superamento dei vecchi schieramenti e non semplicemente come sommatoria degli stessi. Ha appoggiato attivamente Ignazio Marino durante le primarie del 2009.

1 Commento

  1. condivido in pieno parola x parola.adesso siamo governati da 1 oscenità,prodi avrà fatto i suoi sbagli ma era 1persona seria,nn arrogante che nn mi(c)faceva vergonare…

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