Come diceva Enrico Berlinguer: “La Sinistra non vive e non vince senza valori ideali.” E difatti la Sinistra è morta e non vince proprio perché questi ideali vengono continuamente tirati in ballo ad ogni elezione per raccattare voti, ma poi nella pratica quotidiana vengono immolati sul sacro altare della real-politik.

La Sinistra non Vince con le Favole

Lettera Aperta a Giuliano Pisapia, candidato sindaco del centrosinistra a Milano.

Caro Giuliano,

ti scrivo questa missiva pubblica, dandoti del tu, semplicemente perché ho condiviso sin da quella famosa riunione dell’8 settembre alla Libreria del Mondo Offeso, che tu rievochi sul tuo blog, l’avventura delle primarie al tuo fianco.

Ti ho votato alle Primarie, nonostante le molte, forse le troppe, contraddizioni che ti trascinavi dietro di giorno in giorno (dal definire il concorso esterno in associazione mafiosa un’anomalia giuridica sino alla proposta di rimpatrio volontario dei rom alla Sarkozy, per non parlare della ciellina Sec di Tagliabue a curarti la campagna elettorale), eppure ero convinto che, nonostante tutto, la tua proverbiale umiltà e propensione all’ascolto alla fine avrebbero risolto ogni problema ed ogni eventuale incomprensione, per dirigerci tutti verso una riconquista di Milano, da troppo tempo malgovernata dal Berlusconismo.

Ora non ne sono più tanto convinto. E non tanto per il ritardo di un’ora alla serata che avevamo organizzato alla Libreria per parlare di “Qualcosa Di Sinistra”, visto che le guest star erano ben altre l’altra sera e si chiamavano Iole Garuti, Edda Pando, Shady Hamadi, i collettivi studenteschi (quelli sopravvissuti alle manganellate), i ragazzi del comitato antimafia e tutti quelli che sono voluti venire a discutere con noi (nel caso non si fosse capito, tu, Valerio Onida, Giulio Cavalli e Michele Sacerdoti eravate stati invitati per ascoltare ed eventualmente capire), quanto per la tua reazione scomposta ed esagerata alla mia obiezione sul fatto che i dati sulla partecipazione avevano un evidente segno meno e non un decisivo segno più come affermavi tu.

Quando vaneggiavi un presunto incremento del 2,56% nella partecipazione alle primarie, ti contestavo forte del fatto che all’inizio della serata avevo proiettato una piccola presentazione che mostrava chiaramente il forte calo di partecipazione, soprattutto tra i giovani.

E quella presentazione, che tu avresti visto se non ti fossi presentato con un’ora di ritardo, non era volta né a criticare nessuno, né tanto meno ad escogitare “trappoloni” nei tuoi confronti: serviva per stimolare il dibattito, anche con i protagonisti delle primarie, sul perché di quel calo ed evitare che si replicasse alle elezioni.

Calo che tu neghi e continui a negare, ripetendo ad infinitum che hai portato a votare “gente che non votava da 10 anni”.

Il che può anche essere vero, ma non cambia il dato di fondo che alle ultime elezioni primarie, rispetto a quelle del 30 gennaio 2006, vi è stato un calo del  18,26%, pari a 15.065 persone che non sono andate a votare.

Ed eccezion fatta per la Zona 1, dove vi è stato un incremento dell’8,14% (677 votanti), in tutte le altre zone l’affluenza subisce un decremento medio pari al 21,34% rispetto al 2006.

Questi sono i dati, questi sono i fatti. Che tu misteriosamente neghi.

Diceva Bertold Brecht: “Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia è un delinquente.” Non pensando né l’una né l’altra cosa di te, mi chiedo il perché della tua reazione e gradirei, non solo io, una risposta.

Del resto, la tua stessa replica al mio “non è vero, vi è stato un calo del 18,26%”, è di per sé offensiva e mi ha ricordato tanto atteggiamenti tipici di quei politici che vari rottamatori e “poeti” (si fa per dire) nazionali dicono di voler superare, salvo circondarsene ad ogni occasione elettorale: “Ascolta prima di parlare! Non si può stare sempre a criticare!” (a breve il video integrale)

Paradossale, se si pensa che eri stato invitato per farlo e, recitando la tua verità precostituita (indecente la lezioncina sulle “debite proporzioni”), non l’hai minimamente fatto. Mentre lo ha fatto Onida, lo ha fatto Cavalli, lo ha fatto Sacerdoti.

Forse qualche Vermilinguo di tolkeniana memoria ti ha raccontato che a Milano si vince raccontandosi delle favole, perché in fondo la Destra vince da 16 anni raccontandole.

Mi spiace deluderti, ma non è così.

Perché come diceva Enrico Berlinguer: “La Sinistra non vive e non vince senza valori ideali.” E difatti la Sinistra è morta e non vince proprio perché questi ideali vengono continuamente tirati in ballo ad ogni elezione per raccattare voti, ma poi nella pratica quotidiana vengono immolati sul sacro altare della real-politik.

Soprattutto, la Sinistra non vince raccontando favole ai giovani, che se proprio devono ascoltarle, preferiscono andare al cinema (in questo periodo pre-natalizio, tra Harry Potter e le Cronache di Narnia, la scelta è varia).

Perché l’altro dato che tu neghi è il fatto che i giovani, alle primarie, non sono andati a votare. E qui ti smentisce invece la SWG (di cui per sei anni ha fatto l’Amministratore Delegato Davide Corritore, tuo supporter), che il 17 novembre su Repubblica mostrava gli sbalorditivi risultati di un’indagine condotta sull’età dei partecipanti alle primarie: solo il 3% era sotto i 25 anni e solo l’8% era sotto i 34.

Che in soldoni significa che solo 2000 giovani sotto i 25 anni su 78000 aventi diritto sono andati a votare: un po’ poco per chi vuole strappare Milano alla Destra, visto e considerato che nelle primarie americane i giovani sono la linfa vitale di ogni movimento per il Cambiamento.

Del perché tu continui a negare l’evidenza dei fatti, sinceramente non mi interessa: avrai le tue buone ragioni. Ma il fatto di essere stato accusato di non ascoltare, quando è oramai troppo tempo che lo faccio nei confronti tuoi e dei tuoi sfegatati supporters (capintesta di SEL perlopiù), questo lo trovo inaccettabile.

Pensavo che la serata di martedì potesse far riaccendere in me un po’ di quella passione che anni di delusioni avevano inesorabilmente affievolito, tanto da portarmi a fare politica fuori e tra i partiti, ma non dentro, lottando per le battaglie in cui credo, la più importante quella sulla Questione Morale, insieme a ragazzi di 20 anni come me.

Abbiamo creato un network di persone attraverso l’Associazione Nazionale Enrico Berlinguer che in tutta Italia conta più di 112.000 persone, di cui 17.000 solo a Milano, un sito web che ha migliaia di visite al giorno e che diffonde, attraverso il lavoro di migliaia di compagni della mia età, le idee di Enrico Berlinguer, troppo a lungo bistrattato e dimenticato dalla Sinistra (tutta).

Ero pronto, eravamo pronti, noi giovani tutti, a darti una mano: il ruolo di angeli del ciclostile, però, se permetti, ci va troppo stretto, se non altro perché il ciclostile è superato da una trentina d’anni.

Diceva Eugenio Montale che “a questo mondo si può esser solo farciti o farcitori”.

Ebbene, non so te, caro Giuliano, ma a me la vocazione del panino non è mai venuta. E come a me, a tanti altri giovani, che alle primarie, a differenza mia, non sono andati a votare.

E finché continuerai a negare la realtà, dubito che andranno a votare in primavera. La serata di martedì è stata un’occasione sprecata. Da te, ovviamente, visto che noi eravamo armati delle migliori intenzioni, io personalmente lo ero. Ma mi hai deluso.

Con i migliori auguri,
uno studente

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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