La disinformazione all’ora di pranzo

All’ora di pranzo non mi capita quasi mai di mettermi al tavolino e contemporaneamente vedere “Studio Aperto”. Vuoi per questioni di orario, di lavoro, vuoi per scelta, vuoi perché quando mangio di solito mi piace digerire il cibo che ho di fronte. Oggi invece è successo; già, è capitato che invitato a casa dei miei, ho visto dopo tanto tempo quella sorta di pseudotg chiamato “Studio Aperto”. Mi ricordo vagamente che il suo inizio coincise nei primi anni novanta con la Guerra del Golfo e la direzione affidata all’uomo più ruffiano che esiste in Italia, vale a dire Emilio Fede.

Da allora in poi decine di servitori di “Sua Emittenza” si sono succeduti come direttori o semplici giornalisti di un tg che ha fatto del gossip, dell’odio agli immigrati, della propaganda berlusconiana e soprattutto della cronaca nera i suoi punti forti. Anche oggi, come ogni giorno si è ripetuto il classico rito del rivangare e ritornare più volte morbosamente in notizie già ampiamente sviscerate. Già, proprio così. L’ormai tristemente famoso delitto di Avetrana è stato oggetto di servizi ripetuti, di ennesime interviste ai vicini, di finti “scoop”, di maniacali attenzioni per i particolari, per i primi piani.

Tutto questo mentre altre notizie vere, notizie di economia, di politica, di cultura venivano sistematicamente ignorate o scientificamente occultate. Pensate che il tempo dedicato alla situazione politica su Studio aperto di oggi sabato 13 novembre alle ore 12,25 è stato inferiore ad un minuto! Per curiosità sono andato sul loro sito e fare una breve analisi del contenuto del servizio e qui di seguito vi riporto cosa è stato detto: “La commissione bilancio della camera ha dato appena adesso il primo via libera alla legge di stabilità. La discussione per l’approvazione definitiva comincerà martedì in aula. Nel frattempo intorno al governo è scoppiata la guerra delle mozioni. Ieri alla camera Pd e Idv hanno firmato una mozione di sfiducia ed i finiani insieme all’Udc a breve potrebbero fare lo stesso. Poco prima il Pdl aveva invece presentato a Palazzo madama una mozione di sostegno all’esecutivo. Proprio sul senato si fonda infatti la strategia difensiva del Pdl che potrebbe come ha anticipato il ministro La Russa chiedere al Quirinale di sciogliere solo la camera. (…).” Segue poi un brevissimo accenno alla polemica sulla presenza di Fini e Bersani nella trasmissione di Saviano su Rai tre, e qui si conclude la pagina politica. Che dire in proposito? Beh, semplicemente qualcuno potrebbe rispondermi: “non lo guardare quella specie di tg se non ti piace”. Invece no, sta proprio qui il punto. Io, come altri posso pure non guardarlo, ma ci sarà senz’altro il pensionato, la casalinga, il malcapitato utente televisivo poco attento che preferirà quel tipo di informazione rispetto ad altre forme. Ci sarà chi ad esempio non legge mai giornali, chi non naviga su internet, ci sarà chi accende la tv e ogni giorno immancabilmente si sintonizza su Studio Aperto. Quelle persone, indottrinate in modo scientifico probabilmente sono quelle che dicono: “io non seguo la politica, i politici sono tutti uguali”, e poi il giorno del voto metteranno la crocetta sul nome Berlusconi, e lo faranno come automi, anestetizzati dalle sue tv, incapaci di rendersi conto perché lo fanno. A chi ha capacità di cognizione e invece preferisce di solito informarsi traendo notizie da altre fonti (ad esempio giornali come Il Fatto quotidiano, Il corriere, La Repubblica, o semplicemente il tg 7 di Mentana) consiglio di fare come me e provare di tanto in tanto un esperimento: mettersi di fronte ad una tv berlusconiana e analizzare con la giusta dose di “malizia” di cosa sono capaci i servi dei servi del piduista.

E’ spettacolare in questo periodo notare con che imbarazzo i dipendenti di Silvio cerchino di nascondere le notizie sulla crisi del governo.

Addirittura oggi si è arrivati al paradosso della “guerra tra mozioni”! Come se il problema fossero le divisioni tra le opposizioni! Rendetevi conto; la maggioranza è frantumata al suo interno, non esiste più, non appena verrà votata la legge di stabilità (ex legge finanziaria) questo esecutivo si decomporrà in pochi istanti, a quel punto i tg del “Capo” cosa diranno? Cosa dirà il fido Agusto su rai uno? Quale delitto si inventeranno pur di non parlare del fallimento di Berlusconi? Mah… di questo ce ne renderemo conto solo tra poco.

Questione di attendere, tra uno spot e un altro, un servizio su qualche velina o un calciatore, un nuovo giallo, una rissa finita male possibilmente con protagonista qualche extracomunitario, prima o poi anche Studio aperto dovrà escogitare qualcosa di veramente sensazionale per evitare di pronuciare la fatidica frase: “Berlusconi si è dimesso dalla carica Presidente del Consiglio”.

Chi vivrà vedrà.

Alessandro Bonini

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alexbonini

33 anni; laureato in scienze politiche a Pisa, oggi lavora come impiegato, da sempre sostenitore del progetto ulivista e del Partito democratico inteso come superamento dei vecchi schieramenti e non semplicemente come sommatoria degli stessi. Ha appoggiato attivamente Ignazio Marino durante le primarie del 2009.

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